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Pedullà: "Prima chiamavano Sarri 'asino', ora spunta un'altra parola"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Pedullà: Prima chiamavano Sarri 'asino', ora spunta un'altra parola

Il noto giornalista ed esperto di mercato, Alfredo Pedullà, ha pubblicato un editoriale sul suo sito ufficiale facendo esplicito riferimento al Napoli e a quanto di buono sta facendo la formazione partenopea.


Il noto giornalista ed esperto di mercato, Alfredo Pedullà, ha pubblicato un editoriale sul suo sito ufficiale facendo esplicito riferimento al Napoli e a quanto di buono sta facendo la formazione partenopea in questo scorcio della stagione. Ecco quanto si può leggere:


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"Un mese e mezzo fa i santoni, i soloni, gli artisti avevano sentenziato che il problema del Napoli era solo ed esclusivamente Maurizio Sarri. "Mandatelo via", urlarono i tiratori scelti. Quelli che godono un pò, sussurriamolo, quando le cose non vanno bene. Maurizio Sarri ha memorizzato, ha pensato "siamo a settembre o a metà marzo?", ha convocato il suo staff e non tanto idealmente avrà detto "andiamo avanti che una bella risposta gliela daremo presto". Un mese e mezzo dopo Sarri extralusso per un Napoli da godere: ecco la risposta che varrebbe un titolo a venti colonne, se fosse possibile, oppure una trasmissione no stop. Da dedicare a quelli che oggi dicono "grande Sarri, un maestro". E ieri sussurravano "è un asino, licenziatelo in fretta". E' passato dall'essere un asino all'essre considerato un maestro. Nessuno si arrabbi se si fanno confronti con il recente passato, quello targato Benitez. Semplicemente perchè il calcio, non soltanto il calcio, è fatto di confronti. Figuriamoci se la ferita è fresca, si tratta delle macerie lasciate da Rafa pochi mesi fa. Rispetto al suo predecessore, Sarri ha fatto alcune cosine significative. Sintetizziamole: a) ha dato al Napoli la cultura del lavoro; b) ha trascurato gli interessi personali, guadagna 700 mila euro, rispetto all'avidità di chi lo ha preceduto; c) ha restituito Hamsik al calcio vero, facendolo uscire dalle tenebre, archiviando chi lo sostitutiva con una regolarità orripilante e ridandogli le chiavi della squadra; d) ha lavorato sulla fase difensiva, specialità della casa, dopo le normali difficoltà iniziali; e) sta trasmettendo a Koulibaly la consapevolezza di essere un centrale vero, completo, mettendoci un'attenzione totale, alla larga dalle superficialità complessive di non troppi mesi fa; f) sta gestendo i campioni, Higuain in testa, con la semplicità di un uomo senza spocchia. In cambio la disponibilità del gruppo e il sorriso dei singoli, la gioia pura di chi lavora con entusiasmo e senza avvertire tensioni, arroganze o pressioni. Potremmo continuare fino alla lettera "zeta", ma c'è tempo. Non sappiamo dove arriverà il Napoli. Lontano, certo, chissà quanto lontano. Ci sono molti indizi, troppi nel senso positivo. Sarri extralusso: se stasera prenotasse venti o trenta tavoli di qualsiasi ristorante per tutti quelli che lo avevano spinto verso il baratro, e sarebbe una cosa simpatica, forse dovrebbe chiedere a De Laurentiis di inserirgli qualche altro bonus nell'attuale contratto. Gli costerebbe una tombola. Ma è più bello così: gli artisti della diretta prevenuta, in servizio permanente effettivo, ora saranno tutti ai suoi piedi. E gli diranno "Maurizio, te lo avevamo detto che...". Perchè certe volte la vergogna, in quantità industriale, spesso viene soffocata così. Un classico".


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Invitali a cena, Maurizio.


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