Pecci: "Maradona rideva e mi mandava a quel paese. Quando andai via da Napoli..."

L'ex calciatore del Napoli ha parlato del suo rapporto con Diego Armando Maradona: "Lui era il Leonardo da Vinci del calcio. Vedeva cose che noi umani..".
Eraldo Pecci, ex calciatore di Fiorentina e Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera dove ha parlato anche di Diego Armando Maradona, suo ex compagno di squadra. "Un gigante. Generoso, geniale, autentico. Abitavamo nello stesso palazzo, via Scipione Capece. La mattina lo incontravo: "ehi Diego, se vuoi ti insegno a palleggiare di destro". Rideva e mi mandava a quel Paese. Toccai a lui la palla della mitologica punizione alla Juve: gli dico: "Diego, guarda che non passa". Lui: "Tranquillo hermano, pasa, pasa". Ancora oggi a Napoli mi fermano: Pecci, hai toccato la palla a Diego. Lui era il Leonardo da Vinci del calcio. Vedeva cose che noi umani...".
"L'hanno giudicato in troppi senza conoscerlo. Non c'è un compagno di squadra o un avversario che ne parli male. Il suo problema sono stati i parassiti che gli stavano intorno".
"Un uomo straordinario. Vado via da Napoli, perché dopo un anno per ragioni personali, dovevo tornare a Bologna. Saluto tutti nello spogliatoio di Avellino, ultima di campionato: grazie ragazzi, mi avete dato tanto. E Diego: "grazie a te Eraldo, mi hai insegnato molte cose". Una medaglia che porto al petto", ha sottolineato l'ex calciatore.






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