Pecchia: "Benitez? Spostavamo tazzine al bar! Il Napoli ha un fenomeno. A 36 anni fui bocciato"

Fabio Pecchia si è raccontato alla Gazzetta dello Sport. Tanti i retroscena svelati dall'ex vice allenatore del Napoli.
L'ex centrocampista e vice allenatore del Napoli, Fabio Pecchia, si è raccontato alla Gazzetta dello Sport in una lunga intervista di cui vi riportiamo alcuni brevi ed interessanti passi: «L'amicizia con Benitez? Il giorno dopo l’esonero dall’Inter ci ritrovammo a Liverpool a provare gli schemi, spostando le tazzine al tavolino di un bar del centro».
Ricordi sul Napoli? «Rispetto a quando ero giocatore ho trovato un club solido e organizzato, ambizioso. Benitez ha portato grandi giocatori e ha trasmesso il verbo del palleggio, del gioco d’attacco. Con Higuain, Reina, Albiol e Callejon si andava sul sicuro. E mi sono innamorato di uno scugnizzo».
Insigne, ovvio. «E’ un fenomeno. Non per la tecnica, quella la vedono tutti. Per la forza, per lo spirito di sacrificio. Ogni allenamento per lui è una sfida. In questo momento è il miglior giocatore italiano».
Con Sarri s’è imposto, in Nazionale meno. «Il Napoli con Sarri ha acquisito automatismi importanti, anche lui. Con Ancelotti la squadra è ancor più pragmatica e se nel gruppo c’è consapevolezza».
Il duello con la Juve? «I bianconeri sono più forti, ma anche le rivali sono migliorate. Sarà un bel campionato».
Che fine ha fatto l’avvocato Pecchia? «A 36 anni a Bologna fui bocciato all’orale dell’esame professionale e lo presi come un segno del destino. Decisi di dedicarmi solo al campo».







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
