Pea: "De Laurentiis non può insegnare nulla ai napoletani. Sapete cosa si dice sulla Juventus?"

Claudio Pea, storico giornalista, è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania per fare il punto su Napoli e Juventus.
Claudio Pea, giornalista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre" condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno. Queste le sue parole: "La prima cosa che deve fare un presidente dopo un trionfo come quello del Napoli è confermare il proprio allenatore. Poi ovviamente andavano rafforzati tutti i reparti, specie il centrocampo. Fatto sta che le colpe di questo Napoli deludente sono di Aurelio De Laurentiis. Avere tre punti più del Monza è molto mortificante. La Juve lo scorso anni ebbe una stagione simile al Napoli come difficoltà incontrate, e nonostante tutto poteva essere seconda e poi la gente bianconera aveva anche il coraggio di criticare Allegri. De Laurentiis secondo me non può insegnare niente ai napoletani, visto che in tanti anni di non vittorie hanno imparato moltissimo, i napoletani non sono perdenti".
Poi ha aggiunto: "Ho visto un Napoli determinato con la Juve, il risultato più giusto era il pari, Mazzarri esagera dicendo che ci poteva stare la vittoria azzurra, ma lui come il suo presidente gioca a fare l’antipatico. Una volta ricordo a Dimaro chiesi a Mazzarri, mentre fumava una sigaretta, di parlarmi del Trentino e di Dimaro che li ospitava: lui mi rispose che queste cose non le faceva. Antipatico. Ma sapete cosa vi dico? Meglio gli antipatici veri che i falsi simpatici. E’ un momento tristissimo per la classe arbitrale, il VAR interviene anche troppo, io sono cresciuto con l’arbitro che aveva la possibilità di sbagliare. Non mi piace questo modo di operare specie sui falli di mano altrimenti scendiamo in campo con le manette ai polsi".
Infine sulla Juventus: "La squadra di Allegri, quest’anno, non è più danneggiata dagli arbitri. Quanto al club, la Juve non è mai stata degli Elkann ma degli Agnelli. Gli Elkann, del resto, perdono sempre: basti guardare la Ferrari. Si dice che se dovesse arrivare una grossa offerta da arabi o americani, Elkann venderà la Juventus, che considera una patata bollente. La Juve deve stare in mano a gente vincente e potente. Non vorrei Conte alla Juve, mi sta bene Max Allegri verso il quale tanti juventini sono ingrati. De Laurentiis presidente della Juventus? Neanche se vincesse la Champions (ride, ndr)".






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