Pavarese: "Ammutinamento Napoli? I giocatori del Rieti sono in protesta: l'istinto è fratello della coglionaggine"

Gigi Pavarese, oggi direttore del Rieti, ha parlato di quanto sta succedendo nel suo club e nel Napoli, di cui è ex dirigente.
Gigi Pavarese ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Marte Sport Live, trasmissione di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea - e non solo - in onda sulle frequenze di Radio Marte. Queste le sue considerazioni sul club azzurro: "Cosa pendo dell'ammutinamento dei giocatori del Napoli? Innanzitutto, lasciatemi dire che per me è una giornata particolare. I ragazzi del Rieti, infatti, hanno deciso di non allenarsi come atto di protesta per emolumenti non ancora percepiti e che avranno oggi pomeriggio. Sono ragazzi e si sono fatti consigliare male. In quanto giovani, agiscono d'istinto; e l'istinto è fratello della coglionaggine".
Pavarese ha poi aggiunto: "Anche nel mio Napoli ci fu un ammutinamento? Quel comunicato fu figlio di un momento particolare. Avevamo perso il campionato e nell'immaginario collettivo fu perso di proposito. I giocatori cercarono di scaricare le responsabilità su una sola persona, Ottavio Bianchi, il che fu sbagliato. La società prese delle distanze e prese delle decisioni sbagliate, drastiche, verso alcuni componenti dello spogliatoio non rinnovando i rispettivi contratti. Qualcuno ci rimase male, certe cose non devono succedere. La situazione attuale del Napoli è invece diversa, perché figlia di rapporti tesi con la società. Ferlaino dovrebbe aprire una scuola di presidenti, con lui si parlava e si discuteva, c'era confronto".







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