Pastore punge: "Napoli-Salerno, la bugia e la rivoltante storia che continua"

Rosario Pastore, storico giornalista napoletano, ha commentato l'annullamento della presentazione del libro di Quagliariello a Salerno.
Rosario Pastore, giornalista, ha commentato la vicenda relativa all'ennesimo evento di presentazione di un libro annullato a Salerno per motivi pseudo-calcistici. Queste le sue parole: "Ho letto bellissimi interventi. Vi raccomando quello di Treccagnoli e anche di Michele Spiezia. Aggiungerne un altro potrebbe apparire davvero superfluo. Se non ci fosse un particolare: la peculiarità rarissima del fatto. Mi riferisco all'annullamento di un appuntamento letterario a Salerno. Era stato programmato per domani, 29 giugno, presso la Pinacoteca Provinciale della città. Oggetto: la presentazione del bel libro di Gaetano Quagliariello. Che aveva nel titolo il suo peccato originale. "Scusa papà, ma tifo Napoli", questo recita il frontespizio dell'opera. Parole che hanno sollevato l'indignazione (!) di "famosi" personaggi, ovvero qualche politico di cui mi sfugge il nome e della solita fazione becera di una parte della tifoseria granata. Al punto che, mi dicono, è stato tutto annullato. Siamo alle solite, insomma".
"Dopo la "proibizione" camorristica, condita da sottintese minacce ai residenti di Salerno, di mostrare gioia per lo scudetto del Napoli, ecco l'appendice che non sfiora solo il ridicolo, ma lo sfonda addirittura. Riaffiora, in quelle proteste, la vecchia ruggine di provinciali animati dal livore dell'invidia, dall'inveterato e ingiustificato odio verso un capoluogo di Regione che ha una storia, una cultura, una notorietà mondiale, una bellezza mozzafiato uniche al mondo. Altri, di fronte a simili particolari, mostrano ammirazione se non amore; una parte, credo piccola ma molto, molto fastidiosa, manifesta tutta la piccolezza della propria intelligenza".
"Si è arrivati - ha concluso - all'eccesso di proibire la presentazione ai suoi lettori degli ultimi romanzi di Maurizio de Giovanni, "reo" di aver puntato il dito contro i cori antinapoletani urlati a squarciagola dagli Einstein salernesi. Senza rendersi conto che, di fronte a certi diktat, a rimetterci sarebbero stati i loro concittadini ammiratori dello scrittore vomerese. L'incredibile, rivoltante storia continua. Erroneamente, qualche distratto osservatore ha parlato di reciproca ostilità. Cosa niente affatto vera, ed infatti è una bugia. Perché da sempre Napoli ha guardato con simpatia, se non con affetto la città del principe Arechi. Ed ora osserva sbigottita queste manifestazoni che vorrebbero scavare solchi fra i due popoli. E' vero, c'è stato chi ha risposto con stizza a queste provocazioni. Ma in genere, accadimenti del genere suscitano solo fastidio. Come quello che può provocare una mosca ad un leone".








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