Pastore: "Napoli e il fenomeno di cui parla il mondo intero, qui non c'è voglia di troncare"

"Quanto becerume, quanta crassa ignoranza, quanta degenerazione dei sentimenti più semplici". Il post di Rosario Pastore fa discutere.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma del quotidiano La Gazzetta dello Sport, ha commentato i fatti di Spezia-Napoli sulla propria pagina di facebook. Queste le sue parole: "Quelli che si abbandonano a cori anti-Napoli, li manderei per una settimana a Marechiaro, sono certo che non lo farebbero più": ho letto che Marco Bucciantini, probabilmente nel corso di quel programmino che si chiama "Sky Calcio show", avrebbe fatto questa osservazione. Forse per fare una semplice battuta, forse per sollevare un po' l'atmosfera, non lo so. So di sicuro, però, che non è così semplice sradicare dalla mentalità dei baluba presenti in ogni stadio italiano, una mentalità barbara, che li porta ad inondarsi di ignoranza. Anzi, del più becero, anacronistico, schifoso razzismo. Questa gentaglia, a quanto pare, deve sentirsi davvero bene e soddisfatta dopo aver inneggiato alla morte di un uomo leggendario come Diego Armando Maradona; deve sentirsi felice all'immagine di un Vesuvio che si sveglia e che ricopre di cenere un'intera città; deve godere da matti offendendo un intero popolo, invitato ad usare, pensate un po', il sapone".
"Quanto becerume, quanta crassa ignoranza, quanta degenerazione dei sentimenti più semplici denunciano quelle grida belluine che si levano non solo dai settori più popolari ma da ogni parte di impianti che dovrebbero essere consacrati solo allo sport e, quindi, alla fratellanza. Un altro direttore di gara, il signor Marco Di Bello da Brindisi, ha finto di non sentire. Memore di un collega che, avendo avuto il coraggio di interrompere una Sampdoria-Napoli, venne cacciato mesi dopo dai ranghi arbitrali ed ora è costretto a svolgere questo lavoro nei campionati minori inglesi. Già, lo spettro di Gavillucci, come quello shakespeariano di Banco, incombe e fa da monito. Così i direttori di gara si adeguano, si tappano le orecchie, al massimo ne fanno rapido cenno nei loro referti".
"E così arriva la solita multa di 10mila euro per "discriminazione territoriale", che è puro e semplice razzismo, ai club di riferimento dei baluba. Ormai è semplice, no? Chiudere lo stadio, o almeno una parte, sbarrando il passo a questa accozzaglia di individui? E no, non si può fare, si lederebbero interessi economici importanti. E così, la solfa continua. E così i napoletani (perché questa schifezza riguarda solo i napoletani, sono loro che devono continuare ad essere offesi e denigrati, senza nessuno che intervenga una volta per tutte. Ah, già, scrive un amico capitolino che era al Maradona per Napoli-Roma, che anche qui non si va sul leggero".
"Cioè, ha forse sentito i tifosi augurare la morte per incenerimento dei suoi concittadini?; o l'impiccagione sulla pubblica piazza di Mourinho?; ovvero un incendio che bruci la capitale d'Italia, come quello di cui Nerone è falsamente colpevolizzato? La verità è che nessuno ha voglia di troncare questo fenomeno, del quale parlano i giornali di tutto il mondo. Qualcuno, anzi, una moltitudine di persone dovrebbe vergognarsi. Ma anche la vergogna, 'o scuorno, è un sentimento ormai dimenticato".








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