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Pastore: "Il Napoli ha preso un limpido campione, ancora non ci credo". Poi bordata a Feliciani

"Sono convinto, convintissimo, che tra il primo e secondo tempo Conte si sia fatto pesantemente sentire", scrive il noto giornalista.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

04/10/2024 22:33 - Interviste
Pastore: Il Napoli ha preso un limpido campione, ancora non ci credo. Poi bordata a Feliciani

E se ne va, la capolista se ne va. Qualsiasi cosa accada domani - scrive Rosario Pastore, giornalista - la sosta della nazionale arriverà con il Napoli in testa alla classifica. E, come assicura Antonio Conte, "a noi fa piacere". Dopo solo 25 secondi, azzurri in vantaggio. Grazie ad un assist preciso di Lukaku (passaggio di Politano) e la prepotente conclusione in porta di Scottie McTominay. Si era già detto, ma repetita iuvant: il club, su suggerimento del tecnico e ottimo lavoro del direttore sportivo, ha portato a casa un vero, autentico, limpido campione. E ancora non riesco a capire come sia potuto succedere che una società importante come il Manchester United abbia potuto mettere McTominay sul mercato a cuor leggero. Specie pensando a quel poco, pochissimo che i Reds stanno combinando in campionato. Ma chi se ne impipa. Ora Scottie veste la nostra maglietta e solo questo conta.

PENSIERI - Togliamoci subito il dente ed affrontiamo quell'incredibile primo tempo giocato dal Napoli dopo il gol del vantaggio. Davanti agli occhi dei tifosi al Maradona e di quanti seguivano la gara in tv , si stava sviluppando un tema del tutto inaspettato. Il Como aveva preso in mano la partita e continuava a dettarlo, con gli azzurri quasi disarmati, a fare da passivi spettatori. La formazione di Fabregas (complimenti a quest'uomo che è stato un grandissimo professionista ed ora sta dimostrando grande  valore anche come tecnico) ha continuato a dettare i suoi ritmi e gli azzurri non riuscivano a contrastare una superiorità che risultava sempre più evidente e che si concretizzava prima con un palo preso in pieno e poi col gol del pareggio sul diagonale di Strefezza. Con Caprile, a mio parere, un po' in ritardo. A parte questa incertezza, la mia impressione è che i compagni non abbiano tutta questa fiducia nell'inesperto portiere. La speranza è che dopo la sosta torni il titolare. Meret torna, 'sta casa aspetta a 'ttè... Checché ne dicano i tuoi denigratorri.


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INTERVALLO - Sono convinto, convintissimo, che tra il primo e secondo tempo Conte si sia fatto pesantemente sentire. Come minimo avrà fatto presente ai suoi frastornati giocatori che è il Napoli a dover imporre il proprio gioco, non l'avversario ad imporglielo. Cos'è, cosa non è, nella ripresa si è rivista la squadra che stiamo imparando ad amare. Magari non spettacolare (amici miei, purtroppo il grande spettacolo con questo allenatore possiamo anche dimenticarcelo, ahimé), ma una squadra solida, concreta, non più disponibile a mettersi seduta a guardare. E così Kvara e Lukaku (il belga, dopo l'assist a McTominay, era stato quasi del tutto latitante), cominciavano a creare un po' di pericoli, insieme con Politano, anch'egli visto solo in qualche fiammata. Sotto ritmo per un tempo, si rivedevan le stelle. E così, dopo pochi minuti, arrivava il fallo (un po'un regalo) di Sergi Roberto in area. Il signor Feliciani, di cui parleremo dopo, non poteva fare a meno di non concedere il sacrosanto rigore, che Lukaku trasformava, con tiro non bellissimo ma efficace. Considerato che anche su gol di Neres c'è stato l'assist del belga, bisogna ammettere che il rendimento del giocatore fortemente voluto da Conte è tutt'altro che disprezzabile: un gol e due passaggi-gol. Mica male.

IL CENTROCAMPO - Verso la fine del secondo tempo, Sky Sport proponeva 4 nomi per indicare il migliore in campo. Ebbene, in quella quaterna non c'era il nome di McTominay. E neppure di quello che davvero, a mio parere, meritava di essere considerato il più bravo della partita. Parlo, lo avrete capito, di Lobotka. Lo slovacco è stato, al solito, l'anima del Napoli. Nel primo tempo era stato uno dei pochi ad opporsi alla superiorità territoriale del Como, nella ripresa ha preso per mano il Napoli e lo ha spinto prepotentemente, contrastando, rubando palle, ispirando. Di Scottie ho detto. Il terzo, Frank Zambo Anguissa ha alternato errori a volte irritanti ad interventi risolutivi. Continuo a credere che nessuna squadra in Italia abbia il centrocampo della squadra azzurra, che ha in Gilmour (a proposito, Conte lo ha citato esattamente stavolta, chiamandolo correttamente Ghilmour) un'altra pedina di valore internazionale. Insomma, in quella zona del campo siamo davvero a posto ed anche qui sono del tutto obbligatori, e meritati, i complimenti al club.

NERES - Posso consentirmi un autocomplimento? Gli amici che mi seguono sanno gli aggettivi positivi che ho abbondantemente utilizzato da quando ho visto per la prima volta all'opera questo magico giocatore. Per me è "Piede di velluto", ma non solo. Ha una progressione impressionante in velocità, fulmina l'avversario diretto e va a concludere con freddezza. Suo, di Neres, il terzo gol del Napoli, quello della sicurezza. Ed un altro avrebbe potuto segnarne subito dopo. Si sta guadagnando sempre di più la fiducia di Conte, anche perché ha colto l'antifona e, come Politano, ha capito che il tecnico vuole anche il suo contributo in fase di ripiego. 

L'ARBITRO - Speravo di non dovere intervenire anche stavolta sulla direzione di gara. Ed invece, anche Feliciani, insieme con il Var, deve farsi perdonare qualcosa. E qualcosa di grave. Aveva fatto bene, l'arbitro, ad ammonire sia Stefrezza sia Buongiorno, quando il primo ha appoggiato la mano sul volto del nostro difensore e il secondo si è buttato giù come colpito da un fulmine. Anche se non mi pare che i cartellini per simulazione siano molti, dalle parti nostre, il provvedimento era giusto. Ma poi, ecco che l'asino, al solito, è cascato. E' successo dopo il rigore per fallo su Olivera. Quando Kvaratshkelia ha subito uno spintone in area mentre era lanciato verso il gol. Il georgiano era stato violentemente sbilanciato, E Feliciani? Ha ignorato. E il Var? Lo stesso. Anzi, al danno si è aggiunta la beffa, perché è arrivata l'ammonizione alla panchina azzurra per proteste. Del resto, visti i nomi che componevano il Var, quelli di Pezzuto ed Abisso, mai teneri, specialmente quest'ultimo, col Napoli, c'è stato poco da meravigliarsi. Forse pensavano che un secondo rigore da concedere al Napoli, sia pure del tutto evidente, fosse un po' troppo (!). A questo punto, ribadisco che il club deve assolutamente farsi sentire, Il Napoli non è simpatico e lo abbiamo capito. Ce ne siamo fatti da tempo una ragione. Ma la squdra deve avere quello che le spetta, il campionato deve svolgersi regolarmente. Intanto, siamo in testa. E trallallallallà.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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