Pastore: "Il coro anti napoletano è diventato cosa normale. Le multe una presa in giro"

Rosario Pastore ha evidenziato quanto accaduto anche a Salerno: "Forse un giorno qualche sociologo ci spiegherà i motivi di tanta antipatia".
Rosario Pastore, noto giornalista, sulla propria pagina di facebook ha analizzato il fenomeno dei cori contro Napoli e i napoletani. "Anche Paolo Berizzi, nella sua rubrica "Pietre", ne parla. Ricordando come negli stadi di tutta Italia i cori antinapoletani siano divenuti ormai un fattore normale, quasi un accadimento naturale, come un'alba o un tramonto. Perfino Salerno - scrive Pastore - che teoricamente dovrebbe essere più vicina a quella che un giorno fu la sua capitale (ma probabilmente proprio per questo), si è abbandonata al gaudioso stornello "Noi non siamo napoletani", che tanto ha riempito di gioia chi lo intonava. Forse un giorno qualche sociologo di fama spenderà un poco del suo prezioso tempo per spiegarci i motivi di tanta antipatia. Anzi, di tanto odio, se si considera che "imperano" i gentili pensieri di chi vorrebbe questo popolo vittima della lava del Vesuvio, come i pompeiani di due millenni fa".
Poi ha raccontato: "Personalmente ricordo di quando, è trascorsa una vita, mi presentai nella redazione di un giornale del pomeriggio milanese, "La Notte". Venni accolto non come un diverso ma semplicemente come un nuovo, giovane collega, con molta voglia di lavorare. Lo stesso successe ad "Occhio" di Maurizio Costanzo e poi alla "Gazzetta dello Sport" che il cavese Gino Palumbo stava portando al temporaneo traguardo di giornale più venduto ma specialmente di quotidiano più letto d'Italia. Certo, episodi di discriminazione territoriale (ovvero, di razzismo puro e crudo, ma oggi è di moda dire così) c'erano anche allora, ma negli stadi i cori non esistevano, se non quelli che testimoniavano sostegno per la propria squadra. Poi, qualcosa è cambiato, specie da quando la Lega si è proposta e poi imposta come partito del Nord: il coro di Salvini sui napoletani terremotati e sporchi sono entrati nella storia. Purtroppo, il fenomeno non riguarda solo questo movimento ma, ripeto, pare sia diventato roba normale. Ma solo nei nostri confronti. Leggo, per esempio, che una curva dell'Olimpico è stata minacciata di chiusura, sia pure con la condizionale, dopo le urla contro Ibrahimovic e Kessié di Roma-Milan. Il provvedimento, arrivato sollecitamente, è positivo. Ma mi chiedo quando arriveranno quelli per le urla antinapoletane sentite a Genova, a Udine, di nuovo a Genova, a Firenze, a Roma, a Salerno, ovvero in tutti gli impianti in cui il Napoli ha giocato fino ad oggi. Solo multe da 10mila euro ai club, tutto qui: una specie di presa in giro. Che dire? Si vede che siamo davvero roba da disprezzare, calpestare, siamo gente alla quale è giusto augurare ogni brutta morte. D'accordo, cercheremo di farcene una ragione".








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