Pastore: "Ieri tutta Napoli si è vergognata. Ricordate cosa disse Maradona?"

Rosario Pastore, giornalista, ha commentato quanto accaduto ieri al Maradona in occasione della partita tra Napoli e Milan.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato la sconfitta del Napoli contro il Milan per 4-0 al Maradona. Queste le sue parole: "Chi critica, chi maledice i fatti di ieri al Maradona ha non una, non centomila, ma un milione di volte ragione. Napoli ha perso due volte. Sul campo, contro uno straripante Milan. Ma specialmente in curva B, in quel settore dello stadio che dovrebbe assicurare un costante, ininterrotto, infinito sostegno alla squadra. E che ieri ha fatto vergognare non solo i benpensanti ma una intera città. "Neanche una bandiera rossonera, neanche una": queste parole di Diego Armando risuonano mi risuonano ancora nelle orecchie, dopo tanti anni. Si era alla vigilia di un Napoli-Milan che avrebbe decretato la vittoria degli ospiti ed il loro volo verso lo scudetto, ai danni del Napoli".
"Ovviamente, sappiamo tutti che l'esito della stagione non sarà lo stesso. Ho ricordato quanto disse Maradona - spiega - perché in qualche modo mi riporta all'attualità. Non sono i bandieroni, gli striscioni ed altre menate simili che incoraggiano la squadra, ma il sostegno corale, ininterrotto, quella forza impetuosa, che da sempre abbiamo solo noi e che sospinge il Napoli, accompagnandolo verso entusiasmanti traguardi. Che cosa vuole ottenere quella parte di pubblico che ha inscenato le azioni vomitevoli che sono state testimoniate, ahimé, da tutti i media e che ci hanno fatto perdere la faccia?"
"Chi ha la bontà di leggermi - ha concluso Pastore - sa che non sono stato mai eccessivamente benevolo nei confronti di De Laurentiis. Ebbene, quegli insulti contro il presidente del Napoli che, finalmente, ha assicurato alla città una formazione di altissimo livello, in grado di poter realizzare i sogni più inimmaginabili, sono non solo del tutto stonati ma appaiono quasi come un tentativo di voler distruggere quanto di buono è stato fatto. Sappiamo tutti che il Napoli non è quello di ieri sera e che la squadra trarrà da quanto è accaduto una lezione da apprendere nella sua completezza. Ciò che dovrà essere superato, e al più presto, è questa guerra che una incivile teppaglia sta portando non solo ai giocatori ma a tutta la città sportiva. Non possiamo rovinare la grande bellezza del Napoli per colpa di chi, con il suo prepotente comportamento, sta tentando di oscurare la gioia dei tifosi. Dei "veri" tifosi".








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