Pastore: "Ieri a Napoli ho vissuto una magia, sentirete parlare di questi ragazzi"

Rosario Pastore, giornalista, ha raccontato lo spettacolo a cui ha assistito ieri presso la monumentale chiesa della Sanità.
Rosario Pastore, in passato firma autorevole del giornalismo sportivo, ha pubblicato un post sulla propria pagina di facebook in cui ha raccontato quanto gli è successo nelle ultime ore. Queste le sue parole: "Capita, nella vita, di decidere per una serata diversa, magari nella sagrestia della monumentale chiesa della Sanità a Napoli, e di trovarti di fronte ad una deliziosa chicca, ad un dolcino da gustare in tutto il suo sapore. Mi è capitato ed è stata una sorprendente, e per questo ancor più piacevole, esperienza. Una strenna natalizia regalata ad un ristretto pubblico (per ragioni di spazio, l'ho scritto, eravamo in una sagrestia, anche se di grande respiro) di fortunati spettatori da un gruppo di ragazzi, che fanno parte della Compagnia di scena del nuovo teatro Sanità".
Poi ha aggiunto: "Per quasi due ore siamo stati presi per mano e trasportati in un magico luogo che si chiama Betlemme, oltre duemila anni fa. Per quasi due ore quei giovanissimi attori (che bella cosa, la verde età) ci hanno fatto ballare, ridere. E anhe pensare. Non si trattava di una riproposizione de "La cantata dei pastori", badate bene. Ma di un'ide brillante di un autore-ragazzo, Ciro Burzo, anch'egli in scena, diretto come gli altri da Carlo Geltrude, anch'egli attore, oltre che regista. Un godimento incredibile, il tempo è volato via e ci siamo ritrovati tutti con un pizzico di rimpianto: avremmo voluto che continuasse ancora. E ancora e ancora. Un peccato che un immaginario sipario abbia determinato anche la fine delle rappresentazioni. Almeno per questo spettacolo, che si chiamava "Il Figlio- Il presepe favoloso".
Infine ha concluso: "Solo pochissime apparizioni per qualcosa che meritava, e merita, un'attenzione più approfondita. Ovviamente, la storia artistica di questi magici ragazzi non finisce qui, anzi è appena iniziata e promette un futuro favoloso, come quel presepe, opera dei fratelli Scuotto, che, incantevole, svetta nella stessa sacrestia. A proposito, se vi capita, quel presepe andate a vederlo, ne vale la pena. E segnatevi il nome di questa straordinartia compagnia di giovani attori. Ne sentirete, ne sentiremo parlare molto, moltissimo, in futuro".








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