Pastore: "Ho scritto una sciocchezza sui tifosi de Napoli, è venuta fuori la verità"

Rosario Pastore, decano dei giornalisti napoletani, ha commentato sui propri canali social quanto accaduto ieri a Udine.
Rosario Pastore, storico giornalista napoletano, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha commentato il terzo scudetto della storia del Napoli. Queste le sue parole: "Mi dicono (è da un bel po' che non l'acquisto più) che la "rosea" (Gazzetta, ndr) stamane si è ricordata di essere un quotidiano nazionale e non bollettino lombardo-piemontese. E che ha dedicato molte delle sue pagine al terzo scudetto del Napoli. Grazie, Gazzetta dello Sport, ne siamo commossi. C'è il dubbio, è vero, che il suo sia un interesse un po', come dire, peloso. Ma noi partenopei lo apprezziamo lo stesso. Piuttosto lasciatemi dire, amici miei, che, la fretta (che in un giornalista professionista non è mai buona consigliera) mi ha fatto scrivere una sciocchezza, subito dopo la gara, mentre seguivo quello che stava avvenendo sul campo".
E ha aggiunto: "Pareva che i napoletani stessero esagerando, poi, ho appreso che ad accendere la miccia erano stati i cosiddetti tifosi udinesi che avevano aggredito i nostri che stavano legittimamente, ripeto, legittimamente festeggiando. Pretendevano che i fans dei neocampioni d'Italia, seguendo il loro ridicolo diktat della vigilia, non manifestassero in alcun modo la loro felicità. Che dire? Questa pretesa, dal sapore fascista, aveva fatto seguito ai comunicati folli dei bergamaschi, dei varesotti e di tante altre piazze. Compresa, purtroppo, quella dei salernesi, che avevano dato il via a questi raccapriccianti scritti, confermando la loro atavica inferiorità. Bene, amici miei, sappiate che quella reazione dei friulani altro non è che un'ulteriore testimonianza dell'odio, sì, vero e proprio odio che una gran parte d'Italia ha nei confronti di una delle città più importati del mondo, dal punto di vista storico-culturale. So che ora ci sarà la reazione di vecchi, carissimi amici che mi diranno: ma a che cosa vai dietro?, ma che ti frega?, pensa a festeggiare, senza farti malanimo".
"Eh no, scusate, ma non è possibile ignorare questi fatti. Perché seguono un filo conduttore estremamente pericoloso. Ho visto con gioia il milione di napoletani che, per le strade manifestavano la loro soddisfazione. Accanto a loro, migliaia di turisti che nella nostra città si sentono a casa e lo hanno fatto vedere con la loro partecipazione. Ecco, ora che lo scudetto, il terzo della nostra storia, può essere archiviato, non è possibile dimenticare i bocconi amari che in tanti ci hanno costretto ad ingoiare. Chi lo dimenticherà mai quel titolo del quotidiano leghista "Libero" che aveva scritto: "Pagano lo scudetto con i soldi del reddito di cittadinanza". Un concetto sporco".
"Del resto, non è forse la Lega che sta cercando di imporre la legge sull'autonomia regionale differenziata che, se approvata da quel Parlamento che anche noi abbiamo contribuito ad eleggere, toglierà al Sud quelle somme che ci consentono di non creare un divario con il Nord ancora più scandaloso? Maurizio de Giovanni, presidente del Premio Napoli, scrittore popolarissimo ed autore di alcuni fa i romanzi più interessanti degli ultimi decenni, insieme con altri coraggiosi intellettuali ha iniziato una civilissima battaglia contro questo provvedimento delittuoso".
"Ecco, sarebbe stupendo che quei napoletani che hanno gioito per la vittoria, abbracciassero con lo stesso entusiasmo questa lotta. Una delle più belle scene de "Le quattro giornate di Napoli", firmato dal grande Nanni Loy, mostrava un tassì che percorreva le vie della città col corpo di un partigiano ucciso dalle armi tedesche, mentre gli altri a bordo urlavano: "Napulità, scetateve". Ecco, concittadini, scetammoce e manifestiamo contro questa legge che pretende di fare del Meridione d'Italia una parte ancora più avvilita e maltrattata di quanto già lo sia", ha concluso Pastore.






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