Pastore: "Atalanta-Juve e caso Vlahovic, mi sorge un dubbio. Ricordate Koulibaly?"

Rosario Pastore, giornalista, ha commentato i fatti del Gewiss Stadium di Bergamo dove l'attaccante della Juventus è stato offeso da alcuni supporter locali.
Rosario Pastore, giornalista, in passato prima firma de La Gazzetta dello Sport, ha pubblicato un post sui propri canali social. Ecco quanto si legge: "La curva del Gewiss Stadium di Bergamo, il settore dal quale erano partiti i cori razzisti indirizzati a Vlahovic, è stato chiuso per un turno. Giusta, sacrosanta la decisione del Giudice Sportivo. Chissà che quella gentaglia non cominci ad imparare come si vive civilmente. Mi sorge un dubbio, però. Che questa benedetta punizione sia stata inflitta anche grazie alla sollevazione del media che, all'unisono, hanno stigmatizzato pesantemente l'accaduto. L'offesa fatta al centravanti della Juventus, "zingaro", era indubbiamente pesante e meritava, quindi, la punizione. Però...".
"Però - ha aggiunto - mi chiedo come mai questa mano pesante l'amministratore della giustizia sportiva non l'abbia usata anche in altre occasioni. Come mai, per esempio, il settore dell'impianto juventino, dopo la stessa minaccia di chiusura, è stato poi graziato, dando una specie di "via libera" ai baluba bergamaschi? Forse che i sanguinosi insulti a Lukaku sono stati considerati meno pesanti di quelli indirizzati al serbo? Forse esistono i giocatori di serie A (mettiamo gli europei di razza bianca), che vanno maggiormente protetti, e di serie B (dicansi gli europei di colore), che possono essere oggetto degli ululati di questi idioti? Non parliamo, poi, di quelli di serie C (ovvero gli africani di colore) che possono ricevere tutte le contumelie del mondo e a nessuno gliene importa un fico".
"E parlo, tanto per citare un nome, di Koulibaly, oltre a tutti quelli, fra ebrei e afroamericani, che hanno avuto le stesse vicissitudini. Perché, mi chiedo, gli arbitri non fanno come Doveri che, a più riprese, ha sospeso il gioco e abbracciano l'esempio di Mazzoleni che preferì buttar fuori il giocatore massacrato invece di bloccare, anche momentaneamente, la gara? Perché i media non danno a tutti gli episodi la stessa importanza, senza guardare alla squadra di appartenenza del giocatore? Perché telecronisti ed opinionisti, che raccontano gli avvenimenti sportivi in diretta, non denunciano lo sconcio di ciò stanno seguendo? La Juventus ha protestato ed è stata, giustamente, accontentata".
Infine ha concluso: "Mi auguro, ma tutti quelli che non tifano per una cosiddetta "grande" se lo augurano, che questa squalifica sia la prima di una lunga serie. E che il Giudice, in base ad obbligatorie denunce arbitrali e dell'opinione pubblica, cominci a dare pesanti batoste anche agli imbecilli che, allargando il proprio "meraviglioso" campo di visione della vita, tirano in ballo intere città ed interi popoli. Ah, dimenticavo... Dimenticavo di citare quell'individuo che aveva definito espressioni di maleducazione i cori razzisti della gentaglia per la quale, come dipendente dell'Atalanta, lavora. Penso che non valga neanche la pena di nominarlo. Preferisco stendere un velo pietoso".






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