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Parma-Inter: 2-0. Mazzarri affossato da un difensore, ora rischia


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Pubblicato nella sezione Interviste
Parma-Inter: 2-0. Mazzarri affossato da un difensore, ora rischia

Non c'è due senza tre? Certo, come no. Ditelo a Mazzarri. Per la nona volta durante la sua gestione, l'Inter fallisce la terza vittoria consecutiva. Perde 2-0 a Parma, punita dalla più impronosticabile delle doppiette.


Come riportato da Gazzetta.it non c'è due senza tre? Certo, come no. Ditelo a Mazzarri. Per la nona volta durante la sua gestione, l'Inter fallisce la terza vittoria consecutiva. Perde 2-0 a Parma, punita dalla più impronosticabile delle doppiette, quella di De Ceglie. Decollo rinviato ancora, e non c'era neanche la nebbia. La squadra di Donadoni evita la settima sconfitta consecutiva (sarebbe stato record negativo per il club) e lascia con merito l'ultimo posto in classifica. Fin qui al Tardini aveva collezionato zero punti e 12 reti al passivo, ma l'Inter ne ha segnate solo 2 lontano da San Siro. Un motivo ci sarà.


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SUBITO DE CEGLIE - Non fai in tempo a valutare i progressi nella difesa nerazzurra, inviolata da tre partite tra campionato e coppa, che subito arriva il patatrac: sono passati poco più di 4' quando Rispoli prende possesso della fascia destra, disegna un cross che trova Vidic e Ranocchia mal posizionati e serve a De Ceglie un pallone su cui Obi non fa in tempo a rientrare. E' l'1-0. E se Mazzarri sperava di poter sfruttare qualche contropiede, con Palacio e Icardi a lanciarsi negli spazi, deve accantonare in fretta il pensiero.


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POSSESSO SENZA SBOCCHI - Nel gioco degli specchi, col centrocampo affollato che nasce da un 3-5-2 opposto a un altro 3-5-2, tutto ciò che l'Inter riesce a produrre prima dell'intervallo è solo un possesso palla sterile. Kovacic, avanzato rispetto a Kuzmanovic (100esima in A) e Medel, corre più in orizzontale che in verticale, aspettando invano che qualcuno detti la verticalizzazione col movimento. Dodò a sinistra e Obi a destra si dannano l'anima, il nigeriano sfiora il pari proprio accorrendo su un traversone del brasiliano, ma Mirante c'è.

SPRAZZI DI CASSANO - C'è anche Cassano, naturalmente. Coda si fa male in fretta e lascia a Ghezzal il compito di gravitare intorno dell'ex più atteso, che deve riscattare il match di sei mesi fa, quando si fece parare un rigore da Handanovic. Colpi di tacco e qualche guizzo illuminante giocando quasi da fermo, con una chance che Lodi gli procura e Vidic gli devia in corner. Nulla di straordinario, ma se dall'altra parte ci sono Obi e Kuzmanovic a contendersi la battuta di una punizione... il piede fatato di Fantantonio, con tutto il rispetto, è un'altra cosa.

DENTRO IL PROFETA - Serve un diversivo per recapitare qualche pallone nell'area emiliana. Per esempio Hernanes, che rileva Obi nella ripresa. E' un azzardo, perchè il suo ingresso in campo ridisegna a quattro la difesa dell'Inter, con Ranocchia a improvvisarsi terzino destro. Ne nascono un paio di tiri di Kuzmanovic dalla distanza, ma anche ripartenze gialloblù che costringono Juan Jesus a coperture affannose.

SUPER DE CEGLIE - Quando Palacio si divora un'occasione colossale e Kovacic centra il palo un attimo dopo, sembra davvero una serata no. La conferma arriva a un quarto d'ora dalla fine: tiro da Cassano, Medel respinge su De Ceglie che rivince la lotteria e fa 2-0. Uscirà con la standing ovation dopo aver sfiorato la tripletta. Sipario. E pensare che nel 2008, in questo stadio, un'Inter strapotente conquistava lo scudetto trascinata da Ibrahimovic. Altri tempi, oggi i tifosi nerazzurri non sanno più a che santo votarsi. Nemmeno nel giorno di tutti i Santi.


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