Papa: "Lozano da Eindhoven allo 'stalking'. Ancelotti, Insigne e la soluzione estrema. Il fratello sapeva..."

Il giornalista di Canale 21 ha fatto il punto sul Napoli alla vigilia del match contro il Torino di Walter Mazzarri: da Lozano al caso Insigne.
Antonio Papa, giornalista di Canale 21, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni per fare il punto sul momento del Napoli alla vigilia del match contro il Torino: "Caso Insigne, qual è la verità secondo me? Purtroppo è difficile districarsi tra versioni ufficiali, versioni ufficiose e voci di corridoio. Ho la sensazione che il punto della questione sia il peso "politico" che ha Insigne nelle dinamiche azzurre, nel bene e nel male. Lasciarlo in tribuna significa dare un segnale forte a tutta la squadra e anche allo stesso Insigne, che in questo Napoli mi suona un po' come il tizio che sta in mezzo nel torello, o quello che resta senza sedia nel famoso gioco. Di certo non mi è piaciuta la querelle e non mi è piaciuto come l'hanno affrontata Ancelotti e Giuntoli. L'unico effetto che hanno sortito è stato che ci siamo sentiti tutti un po' presi in giro. Chissà, magari si è sentito così anche Lorenzo".
Tutto rientrato o ci sono ancora screzi con Ancelotti?
"Questa è una bella domanda, alla quale - credo - avremo risposta già domenica. Se dovesse restare di nuovo fuori potremmo osare davvero parlare di "caso". Sempre se ci è consentito, visto che ormai sembra ci siano parole col biiip incorporato. Di sicuro è un caso nella misura in cui Ancelotti sembra non sapere proprio più dove metterlo. E temo che se non si trova una soluzione anche tattica il prossimo passo sarà direttamente metterlo sul mercato: è la logica soluzione estrema".
Il tuo parere sul post del fratello di Lorenzo che ha aspramente criticato il mister
"Purtroppo non tutti ci arrivano, ma i "parenti di" e gli "amici di" devono capire che sono personaggi pubblici, che lo vogliano o meno, e i personaggi pubblici le parole se le pesano sempre e comunque. Alzi la mano chi pensa che Insigne non si sia sfogato con la famiglia per quell'esclusione, quindi per parlare così l'Insigne-fratello qualcosina la sapeva. Anzi, a voler essere proprio maligni maligni si potrebbe pensare che quello sfogo non sia stato esattamente di impulso...".
Ti aspettavi questo inizio di stagione altalenante da parte del Napoli?
"In parte sì, anche se non in questi termini. Lasciando in un ecosistema a parte le prime due partite, devo dire che alcune prestazioni mi hanno lasciato piuttosto sconcertato. Penso in particolare al secondo tempo col Brescia e a tutta la gara col Genk. Mai visto un Napoli così povero di idee dal centrocampo in su e soprattutto così impaurito. Segno che qualche problema c'è anche nella testa".
Quali sono i reali obiettivi stagionali?
"Continuo a predicare pazienza e a credere che nulla di nulla sia perduto, a patto che Ancelotti smetta di giocare al piccolo alchimista e inizi a tracciare una strada maestra da seguire. Sarà una frase fatta, ma la stagione è ancora lunghissima e, se anche non si dovessero fare tre punti a Torino, diciamo che il cammino diventerà difficile ma è tutt'altro che impossibile. Un mese e mezzo, ragazzi, è passato un mese e mezzo!".
Lozano è il calciatore più pagato della storia del club, circa 40 milioni. Al momento fa fatica ad esprimersi: quali i motivi?
"Possiamo credere ci sia alla base una questione meramente tattica? Secondo me non può essere solo questo. Ancelotti non è certo l'ultimo arrivato e se ha visto in lui caratteristiche da attaccante puro vuol dire che Lozano ce le ha, può farlo senza problemi. Un po' l'ambientamento, un po' l'enorme pressione che gli è piovuta addosso, vuoi anche per il costo del cartellino che sicuramente incide in ciò che sente sulle spalle il ragazzo. Ma pure qui, piano con le sentenze. Ormai sembra che ogni calciatore che arriva a Napoli debba accollarsi tutta la frustrazione di una piazza che è impaziente di vincere qualcosa e scarica tutto sulla squadra. Provateci voi, a 24 anni, a passare da Eindhoven allo stalking!".
C’è nel Napoli un problema di natura tattica?
"Io credo che il peccato originale di questo Napoli risalga allo scorso anno. A me sembra evidente che un centrocampo con Fabiàn e Zielinski insieme sia sostenibile soltanto se c'è un Allan versione alieno, ma forse è un'impressione solo mia. A mio avviso molto incide anche l'assurda involuzione di Zielinski. A forza di aspettare che decidesse cosa volesse fare da grande... è diventato grande, ma solo d'età. Parlare di moduli mi sembra superfluo, dico solo che il calcio che ha in mente Ancelotti è un pensiero stupendo, per il momento però lo è soltanto sulla carta. È un anno e due mesi che si lavora su questo pensiero: forse è arrivato il momento di passare all'azione!".







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