Papa: "Il caso Insigne si risolve con la cessione o con l'addio di Ancelotti. Temo che l'anno prossimo..."


Redazione
Interviste
12 OTT 2019 ORE 20:13

Il giornalista di Canale 21 è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare il momento del Napoli di Carlo Ancelotti.

Antonio Papa, giornalista di Canale 21, è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sul Napoli di Carlo Ancelotti in questa seconda sosta del campionato di calcio di Serie A. Ecco quanto dichiarato: "Come interpreto il silenzio di De Laurentiis in questo momento delicato per il Napoli? Di certo è un momento difficile, ma De Laurentiis ci ha abituati un po' a questi lunghi silenzi che spesso non vogliono dire nulla di particolare, solo che forse non è il momento giusto per parlare. Apprezzo questa scelta quando le cose non vanno bene: rischierebbe soltanto di dire cose spiacevoli e probabilmente finirebbe per complicare ancora di più la situazione. Mi basta che faccia bene il suo lavoro, che non è certo quello di uscire in prima pagina sul giornale".  

Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata ad Ancelotti? Cosa succede ad Arek?

"Più che altro mi ha colpito molto il passaggio in cui elegge Insigne e Mertens come suoi compagni di reparto ideali. E Callejon? E Lozano? Lo spogliatoio del Napoli sembra già parecchio sotto pressione e dichiarazioni del genere servono soltanto a creare ulteriore scompiglio. L'immagine di Milik in questo momento è molto debole. Anzi, diciamo pure indifendibile. In un momento del genere forse farebbe bene a lavorare di più su se stesso e a parlare un po' meno". 

Mertens vorrebbe restare a vita nel Napoli, così come Callejon: cosa aspetta il club?

"Certo, anch'io vorrei restare a vita nel Napoli prendendo 4 milioni fino a 35 anni... Io credo che il Napoli debba tantissimo a questi due ragazzi, ma anche loro devono tanto a questa società. Dipendesse da me li terrei a vita in azzurro, Callejon credo possa giocare fino a 40 anni, ma mi pare di capire che il Napoli stia incontrando qualche resistenza nella trattativa. Speriamo si risolva tutto per il meglio, da una parte e dall'altra: due ragazzi di questo calibro non li perderei mai, anche già soltanto per ciò che danno allo spogliatoio. 

Pensi ci siano dissapori all’interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"Temo che qualche screzio ci sia stato, perché la sensazione che dà il Napoli è proprio quella di una squadra nervosa, inceppata prima mentalmente e poi, solo poi, tatticamente o tecnicamente. In questo secondo me c'è grande responsabilità proprio da parte dell'allenatore e del suo staff. Garantire l'armonia del gruppo e la voglia di remare tutti nella stessa direzione dovrebbe essere il primo obiettivo di una guida tecnica, prima ancora delle alchimie tattiche. Spero vivamente riesca ad uscirne, altrimenti non si vince neppure giocando in 15". 

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all’altro?

"Io credo che dopo il Cagliari una squadra già in grossa confusione tattica è implosa con tutte le sue insicurezze e le problematiche preesistenti. L'emblema di quanto i calciatori stiano vivendo male tutta la situazione è il secondo tempo col Brescia. Non puoi schiacciarti nella tua metà campo e soffrire tanto con una squadra così tecnicamente inferiore, arrivando a subire l'iniziativa degli avversari per oltre mezz'ora. Da lì l'assenza di gol ma soprattutto di gioco. Mi sembra una squadra che sa di avere delle falle e quindi non vuole uscire in mare per non imbarcare acqua". 

Caso Insigne, come se ne esce? 

"Sarò estremo: con la cessione. O con l'addio di Ancelotti. Fin dallo scorso anno ho la sensazione che Insigne sia un po' un equivoco in questo nuovo Napoli, non riesco proprio a vedere nessuna collocazione tattica che possa esaltarlo. In questo però, va detto, c'è anche un po' di responsabilità del ragazzo, che è abituato a giocare in un modo e non riesce a vedere altre soluzioni. Comunque ci sta: la storia del calcio è piena di campioni che hanno dovuto cambiare squadra perché non si 'prendevano' con l'allenatore. Piuttosto adesso, a distanza di un anno, mi fa molto sorridere l'improvvida uscita di Lorenzo di un anno fa, quando delegittimò un mentore come Sarri e disse che Ancelotti l'aveva incontrato troppo tardi... 

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Preferisco non parlare in questo momento di "rendere felici i tifosi": sono un po' arrabbiato con chi sta già parlando di esonero o di chi critica così aspramente. Le critiche sono legittime e in questo caso sono anche giustificate, ma ormai c'è sempre questo senso di Apocalisse che permea ogni momento difficile, e ritengo che questo fatto giochi un ruolo importante anche nella scarsa tranquillità dei calciatori e di tutto l'ambiente. Per me è prestissimo per tutto: 6 punti in un campionato equilibrato si recuperano in un amen, e non dimentichiamo che Inter e Juve devono ancora venire al San Paolo...".

Qualcuno ritiene che possa essere l’ultimo anno di Ancelotti a Napoli, cosa ne pensi?

"Temo anch'io che sia così, o almeno questa è la sensazione che mi dà. Magari improvvisamente questo "pensiero stupendo" di Ancelotti esplode in maniera devastante, in fondo gli uomini per giocarsela ce li ha e ne ha anche più di Sarri. Se poi dovesse deludere non escludo nulla, neanche che possa rompersi qualcosa a stagione in corso. Per il momento però, come dicevo, è assolutamente prematura qualsiasi valutazione in tal senso. Ragazzi, vi prego: mancano 40 partite!".

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