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Papa: "Ci sarà una tragedia nell'altro calcio! Napoli? Due sogni, so che a De Laurentiis..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Papa: Ci sarà una tragedia nell'altro calcio! Napoli? Due sogni, so che a De Laurentiis...

Il giornalista di Canale 21 è intervenuto ai nostri microfoni per partecipare alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno".


"Strani giorni, viviamo strani giorni", canta il maestro Franco Battiato. E speriamo possano passare in fretta. Sono momenti dolorosi viste le tante vittime in Italia a causa del maledetto coronavirus che sta mettendo in ginocchio anche l'economia del nostro Paese. Ma dobbiamo guardare avanti, altrimenti il rischio di essere fagocitati dalla disperazione è dietro l'angolo e non se ne esce più. Con la rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno", proviamo a capire, ad indagare su come stanno vivendo questa difficilissima parentesi storica giornalisti e personaggi dello sport ai quali abbiamo chiesto un pensiero positivo per avvicinare il "nuovo che avanza". L'ospite di oggi è Antonio Papa, giornalista di Canale 21. 

Assodato che il calcio in questo momento non è la priorità, come vivi le tue giornate e che consiglio/parere senti di dare al di là delle leggi e regole varie?


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"Sono giorni strani, surreali. Per me praticamente non è cambiato nulla visto che più della metà del mio lavoro era in smart working e il resto continuo a farlo in redazione. Manca la libertà di poter fare una passeggiata, la libertà di poter prendere una birra con gli amici, la libertà di decidere quando uscire e quando no. Manca l'umanità, soprattutto: vai a fare la spesa e ti guardano tutti come fossi un bioterrorista, esci per andare a lavoro e ti senti spiato dai balconi come se stessi andando ad ammazzare qualcuno. Banale ma necessario il "restate a casa", perché è vero che manca tutto ma è un momento in cui bisogna semplicemente sacrificarsi e fare ciò che ci consigliano gli esperti, per il nostro bene e quello di tutti. Al di là di questo mi sento di dire "restate umani". Additare il prossimo senza neppure sapere cosa sta facendo, ergersi a paladini della giustizia presumendo che il tuo vicino di casa sia un criminale, credere a qualsiasi idiozia giri su Whatsapp e sugli altri social senza una briciola di spirito critico. Questo significa abbrutirsi e non pensare. Lasciate a chi controlla la responsabilità di decidere cosa si può fare e cosa no".

Domanda banale, ma necessaria: cosa ti ha insegnato o ti sta insegnando questo momento storico per l'Italia?

"Mi ha insegnato che niente è scontato e che bisogna sentirsi fortunati anche soltanto ad essere vivi, anche soltanto a non avere nessun parente o amico coinvolto in questa tragedia. Io sono consapevole da sempre della fortuna che ho: faccio quello che mi piace, come mi piace, cercando sempre di essere d'aiuto e mai d'intralcio. Non mi sono mai lamentato perché lo trovo irrispettoso verso chi sta peggio di me e a maggior ragione questa cosa va fatta adesso. Quando tutto questo sarà finito voglio solo rimboccarmi le maniche e dare una mano a ripartire, per quanto mi è possibile. Restiamo positivi, altrimenti è davvero la fine".

Messi e tanti altri calciatori dicono "no" al taglio degli stipendi a causa dell'emergenza. Il tuo punto di vista

"Probabilmente non hanno ancora capito il momento che stanno per vivere e probabilmente non hanno ancora capito che presto non sarà una trattativa, ma una necessità. Il calcio è un'industria che vive sullo zucchero filato e questo è uno tsunami, soprattutto per loro. La bolla si è gonfiata quando tutto andava bene, ora con questa situazione o si adoperano tutti per sgonfiarla o scoppia. Non c'è altra strada secondo me, ma sarà un processo talmente naturale che le rimostranze dei calciatori non avranno alcuna importanza. Di Messi e dei miliardari non mi interessa, impareranno semplicemente a ridimensionarsi. Sono preoccupato per l'altro calcio, ovvero i ragazzi delle serie inferiori e per tutti gli staff: quella lì sarà una tragedia occupazionale di cui ancora non abbiamo la percezione".

Nel rispetto di tutti, ma facendo emergere il bambino che è in noi e che ama il calcio, che Napoli sogni guardando già al prossimo anno?

"Hai detto bene: facciamo emergere il bambino che è in noi, ci aiuta a distrarci un po'! Ora come ora credo sia difficile pensare a una ripresa immediata del calcio ma se davvero si riprendesse sogno un playoff scudetto ad 8 squadre: il Napoli operaio di Gattuso ha tutte le carte in regola per rompere le scatole a chiunque e andarli addirittura a vincere. Per il prossimo anno molto dipenderà dai rinnovi. Riconfermerei Mertens e Callejon e costruirei intorno alla loro esperienza la squadra del futuro. Ciao e grazie a chi non si sente più parte del progetto Napoli. Spero in un centrale difensivo, un terzino a sinistra, un centrocampista e un numero 9. Poi, con le cessioni giuste in quel ruolo, spero arrivi un calciatore che mi piace tantissimo: Boga del Sassuolo. Altro mio desiderio da tempi non sospetti è Castrovilli. So che a De Laurentiis piace e siamo in due: costerà un po', ma ne vale la pena! "


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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