Logo AreaNapoli.it

Paolo Villaggio, la figlia: "Era coltissimo, ma anche impacciato: a volte sembrava Fantozzi"

Paolo Villaggio ha lasciato un grande vuoto nel mondo del cinema italiano. I suoi personaggi sono stati apprezzati un po' da tutti.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

03/10/2021 09:09 - Interviste
Paolo Villaggio, la figlia: Era coltissimo, ma anche impacciato: a volte sembrava Fantozzi
Ascolta l'articolo?
Audio generato in automatico e letto da voce virtuale: potrebbe non funzionare sempre correttamente, o esserci difetti di pronuncia o intonazione.

Elisabetta, figlia di Paolo Villaggio, autrice del libro «Fantozzi dietro le quinte. Oltre la maschera. La vita (vera) di Paolo Villaggio», ha rilasciato alcune dichiarazioni in una intervista al Corriere della Sera raccontando anche l'ultima volta che ci ha parlato. «Stava già male, era ricoverato e cercavo di trascorrere più tempo possibile con lui. A un certo punto mi disse: 'Sai che ho sempre pensato di essere matto? Da quando sono nato'. Era davvero preoccupato e questa cosa mi colpì perché con la sua follia, invece, era riuscito a tirar fuori personaggi che hanno fatto ridere tutti».

«Lo fermavano di continuo per chiedere autografi, baci, abbracci, e poi spuntava sempre una macchina fotografica. Quando abbiamo lasciato Genova e ci siamo trasferiti a Roma, agli inizi del ‘68, ha avuto questa botta di notorietà. Dopo è diventato normale anche per me, ma per un lungo periodo ho detestato i fotografi che ci invadevano casa, mi dicevamo fai così, mettiti là. Le vacanze erano bellissime perché all’estero nessuno lo conosceva e ci lasciavano tranquilli. Con il cibo era incontrollabile e poi non dava retta a nessuno. Quando fu costretto a muoversi in sedia a rotelle si prese un autista: andava in giro con lui, fin dal mattino, per il primo cappuccino con i cornetti. Mio padre era un uomo coltissimo. Mi fece leggere Marcuse quando ero adolescente, e non capii nulla. Anche mio figlio Andreas, che adorava, lo ha sempre trattato da adulto: a lui faceva leggere Kafka. Detto questo, non aveva alcuna manualità, non ha mai cambiato una ruota, non sapeva usare il computer, men che meno gli smartphone. Ogni tanto era un po’ impacciato, tant’è che in privato gli dicevamo: guarda papà che così sembri Fantozzi. Però con il suo personaggio più amato penso che avesse in comune soprattutto la tenacia», ha aggiunto Elisabetta Villaggio. 


PUBBLICITÀ

Condividi questo contenuto

Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
Potrebbe interessarti
Annunci sponsorizzati
Guarda suGuarda su YouTube
Prossima partita del Napoli
NapoliNapoli
LazioLazio
Napoli-Lazio, i precedenti
Serie A, sabato 18 aprile alle 18:00