Paolo Villaggio, il figlio: "Vialli e Mancini gli chiedevano di fare battute. Papà reagiva così"

In un'intervista al Corriere della Sera il figlio di Paolo Villaggio ha raccontato alcuni aneddoti sulla vita dell'ex attore e comico ligure.
Intervistato in esclusiva da Il Corriere della Sera, Piero Villaggio, figlio dell'indimenticato Paolo Villaggio, ha rivelato alcuni retroscena legati a uno degli attori italiani più amati nell'ultimo secolo: "Mi infastidivo quando ci interrompevano e io gli stavo dicendo qualcosa di importante per me".
"Ma riconosco come un pregio che sia stato così generoso con i suoi fan. Solo alla fine si spazientiva, ma era la malattia. Non si è mai curato? Non sono mai riuscito a colpevolizzarlo, proprio perché so cosa sia una dipendenza. Purtroppo talvolta gli sono stato complice, quando ormai era in sedia a rotelle e chiedeva a me di portarlo in giro nei negozi dove c’erano i prodotti di cui era goloso. Mai dolci" ha aggiunto Piero Villaggio.
Poi il retroscena sulla passione calcistica di Paolo Villaggio: "Andavamo insieme allo stadio a vedere la Lazio, che tifavo io: lui è sempre stato della Samp. Il calcio era un momento solo nostro. Abbiamo girato l'Europa per vedere la Samp o il Milan. Berlusconi ci invitava e andavamo col suo aereo privato. Ero molto orgoglioso di mio padre. Lo trattavano tutti in maniera ossequiosa. Vialli e Mancini provavano a fargli fare delle battute, ma lui non era dell'idea. Era molto spiritoso nella vita privata, ma non sempre lo faceva".








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