Paolo Di Canio: "Audio WhatsApp contro Mourinho? Vigliacchi! Non chiedo scusa a nessuno"

L'ex calciatore del Napoli, oggi opinionista televisivo, ha replicato alle critiche ricevute dopo il suo commento negativo su osé Mourinho.
Paolo Di Canio non ci sta. L'ex attaccante di Napoli e West Ham ha voluto rispondere per le rime a chi lo ha criticato per un audio anti-Josè Mourinho che lo ha visto protagonista in queste ore. Sul web è stato infatti pubblicato un estratto di una sua conversazione personale nel quale spendeva parole di disistima nei confronti del prossimo allenatore della Roma. "Prima cosa, non devo chiedere scusa a nessuno", ha detto l'ex calciatore al Corriere dello Sport. L'opinionista Sky ha voluto sottolineare che "nelle conversazioni private faccio come mi pare. Nessuno si può indignare, neanche i benpensanti che si stanno scatenando adesso, immagino cosa dicano privatamente nelle loro conversazioni. E non accetto insegnamenti. Seconda cosa: quell’audio circolato ovunque fa parte di altri 6-7 messaggi in cui dico altre cose molto positive di Mourinho e che non vanno in contraddizione con quanto si sente nel file. Ci sono i vocali, non li divulgo perché privati. La vigliaccheria è che hanno fatto girare solo quello".
Di Canio ha poi aggiunto: "Il mio era soltanto uno sfottò? E’ una storia ridicola e anche patetica. Capisco come funziona il mondo, ma non ci sto a questa forma di comunicazione. Si parlava anche per divertimento, per prenderci in giro con un amico storico. Un po’ quelle cose le pensi, non in quei termini. Non sono tifoso della Roma, certo. Ma sono scevro da condizionamenti. [...] Ho risposto ad un messaggio camminando. Mi arrivavano vocali del tipo “vinciamo lo scudetto”, “facciamo il Triplete”, “annamo a vince”. La mia risposta è stata colorita. Il mio amico ha controrisposto “hai ragione, ma alla Roma serve entusiasmo”. Ho aggiunto “questo è giusto, Mourinho porta entusiasmo". E ancora: "[...] Si parlava di Sarri, del bel calcio. Io dico che Mourinho ha perso appeal. [...] Ho detto “poverino”, non era per sminuire. Ma quale poverino, Mourinho ha una statura, guadagna milioni su milioni. Da sempre, quando divideva la scena con Guardiola, l’ho sempre indicato come numero uno. Ma non per il gioco, bello o meno che fosse, ma per come faceva gruppo, per l’intensità del lavoro, per l’armonia nello spogliatoio".








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