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Paoletti: "Champions, il Napoli può arrivare ai quarti. 6 considerazioni sulla sconfitta di Liverpool"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Paoletti: Champions, il Napoli può arrivare ai quarti. 6 considerazioni sulla sconfitta di Liverpool

"Sotto stress Meret mostra i suoi limiti: 3 errori e 2 gol subiti", questa l'analisi del giornalista dopo il primo KO stagionale del Napoli.


Paolo Paoletti, giornalista, ha analizzato i contenuti della sconfitta del Napoli sul campo del Liverpool per 2-0. Questo il lungo post pubblicato sulla propria pagina di facebook: "Napoli battuto ad Anfield, ma primo per differenza reti. Meret sotto stress sbaglia: 3 errori, 2 gol. Spalletti può puntare ai quarti. Avvertenza: questo articolo non è per analfabeti funzionali (chi non capisce ciò che legge) e nemmeno per incompetenti di calcio. Grazie. Il Napoli chiude al primo posto il girone Champions, perdendo a Liverpool per 2-0. Prima sconfitta dopo 13 vittorie consecutive tra campionato ed Europa. La vittoria del girone di Champions era già stata raggiunta dal Napoli di Sarri nel 2016/17, conquistando 11 punti in 6 gare, battendo 2 volte il Benfica, in danno di Dinamo Kiev e Besiktas pure vincitore a Napoli".


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"Era il Napoli appena orfano di Higuain passato alla Juve per 90 milioni, che in campionato chiuse al terzo posto, proprio dietro alla Juve ed alla Roma di 1 punto. Ed eliminato in semifinale di Coppa Italia. Questo primo posto nel girone Champions dopo 6 anni, non mi ha sorpreso alla luce di quanto visto in campionato, perché se era imprevedibile un Liverpool vicecampione d'Europa, cosi mal messo in Premier (9° a -15 dall'Arsenal capolista), l'Aiax attuale non ha niente a che vedere con il curriculum dei Lancieri, cosi come nonostante tutto la mediocre serie A e pur sempre meglio dell'Eredivise vinta dai biancorossi. Il primo posto infatti è stato raggiunto nel saldo reti dello scontro diretto con i Reds e inciderà sul sorteggio per gli ottavi".


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Dico subito che a meno di accoppiamenti proibitivi, come quello che capitò a Sarri - che beccò il Real Madrid, uscendone con un 6-2 incassato tra andata e ritorno - questo Napoli è in grado di arrivare ai quarti se manterrà questa forma, non ci saranno infortuni ai giocatori chiave (Lobotka e Kvara), Il Mondiale restituirà intatti soprattutto mentalmente i 6 nazionali che andranno in Qatar.  

La sconfitta di Anfield, ha detto però alcune cose importanti.

1. La squadra a 15' dal termine ha mollato, dimenticando che c'era in palio la prima vittoria europea contro squadre inglesi in Inghilterra. In 12 precedenti il Napoli non aveva mai vinto nella terra di Albione, ed era importante riuscirci.

2. Sotto stress Meret mostra i suoi limiti: a) in ritardo nell'uscita bassa su Jones lanciato da Salah nel primo quarto, differentemente da Allison pronto in quelle occasioni (uscita bassa, perfetta su Anguissà ben servito in area da Di Lorenzo); b) colpevole di errata postura (errore tecnico grave per un portiere) sia nel primo, sia sul secondo  gol, subiti da angolo. Bene invece su Salah lanciato a rete, ma il fuorigioco era chiarissimo.

3. Errori che però riguardano l'intero reparto difensivo che mal protegge il portiere, in particolare di Kim, che non salta per opporsi al terzo tempo prima di Nunez e poi di Van Dijk. Così come nessuno va a coprire l'eventuale ribattuta corta del portiere su seconde palle devastanti nell'area piccola. 

4. D'accordo con le scelte iniziali di Spalletti: giusti Anguissà e Ndombele (forza fisica) ai fianchi di Lobotka. Ma il cambio di Milner con Elliot, avrebbe voluto l'entrata di Zielinski, perché proprio Elliot e Thiago, svelti, agili e tecnici ci hanno messo in difficoltà. Come ci è andato Fabinho, lento e compassato, senza più protezione ai lati.    

5. Kvara troppo fuori dal gioco. Era successo già a Roma, per disposizione dell'allenatore: "stai largo per tenere due giallorossi fuori dall'area di rigore". Quando il georgiano non gioca palloni su palloni, l'azione diventa prevedibile e senza il beneficio dell'uomo in più che Khvicha ottiene quasi sempre.

6. Osimehn è al massimo della forma fisica e mentale, come mai da quando è arrivato, ma se non fa neanche un tiro in porta va sostituito. 

Ora, dopo l'ottimo lavoro svolto da Spalletti e le prestazioni che la squadra ha saputo esprimere con relativi punti, bisogna lavorare sui dettagli che subiscono o sventano gli episodi sfavorevoli. 

I big match li decidono spesso gli episodi e bisogna esserne all'altezza dal 1' al 95' minuto ed oltre, se necessario. La stranezza positiva di questo Napoli, almeno per me, è stata la velocità con cui Spalletti ha assemblato tanti giocatori nuovi (non credevo potesse avvenire); come il rilancio di Lobotka (un Ciccio Romano dopo 35 anni), oggi indispensabile perché tra i pochi a non avere il cambio.  

In generale, la squadra, in Champions, si è battuta con successo contro una corazzata in declino, dopo 8 anni alla grandissima di Klopp, ed una giovane outsider di grande storia ma senza velleità attuali (Aiax: valore della rosa 296 mln, età media 24 anni, tetto ingaggi a 37,449 mln lordi compreso settore giovanile - 88 giocatori -, saldo mercato +111,8 mln). In Europa il Napoli ha potenziale per arrivare nei quarti, perché può e quindi deve farlo, a meno di sorteggi proibitivi. In campionato è il favorito numero uno, a meno che il post Mondiale stravolga tutto".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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