Pantaleo: "Morte Ciro Esposito ha fatto scattare qualcosa in me, volevo capire meccanismi ultrà"

L'attore napoletano Adriano Pantaleo ha parlato del Napoli di Spalletti e si è soffermato anche sulla tragica scomparsa del tifoso Ciro Esposito.
Adriano Pantaleo, attore napoletano, "Spillo" nella fiction degli anni novanta "Amico mio", è intervenuto ai microfoni di Si Gonfia la rete, sulle frequenze di Radio Crc, per parlare del momento che vive il Napoli: “Vado a Roma per impegni di lavoro, poi torno lunedì. I rischi che corre domani il Napoli contro l’Atalanta? Bisognava perdere prima o poi e meglio farlo a Liverpool che in campionato. La partita è stata la dimostrazione che vanno giocati tutti i 95 minuti con concentrazione".
Inoltre, Pantaleo, ha aggiunto: "Le dichiarazioni di Spalletti sul PSG? È una dichiarazione importante sulla forza della squadra che ha consapevolezza. Io sono sicuro che tutte le altre in questo momento non vogliano prendere il Napoli. È importante essere temuti in Europa. Credo che il Napoli non sia mai stato fortunato nei sorteggi, magari questa volta me la auguro. Le grandi squadre più avanti vengono e meglio è".
Il mio spettacolo a Napoli? "Tutto nasce dalla tragica scomparsa di Ciro Esposito che conoscevo. Quella sera ero all’Olimpico per la finale di Coppa Italia e ho seguito la vicenda da vicino, è scattato qualcosa in me. Volevo capire quali fossero i meccanismi che mettessero in moto il fenomeno degli ultras”.








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