Padovano: "Sono stato trattato come un criminale. Vialli era l'unico a chiamarmi"

In un'intervista esclusiva l'ex calciatore Michele Padovano ha parlato dei momenti difficili trascorsi in carcere.
“Intervistato da Fanpage, Michele Padovano ha ricordato l'incubo vissuto con i mesi in carcere: "Io sono stato trattato come un criminale. "Mi hanno arrestato e fatto stare in isolamento senza dirmi nemmeno una parola. Se mi avessero chiesto ‘tu cosa c’entri con questa storia’ gli avrei spiegato quello che poi gli ho detto dopo 75 giorni di galera. A me sembrava impossibile che io stessi vivendo una situazione di quel tipo. Il carcere mi ha molto cambiato come persona. Prima ero superficiale, non ero cresciuto come uomo e guardavo delle cose a cui oggi non dò importanza".
Poi l'ex calciatore della Juventus ha aggiunto: "Le cose importanti e serie della vita sono i valori veri, voler bene alle persone che sono sincere con te, che ti sono vicino perché ti vogliono bene davvero e non perché ti chiami Padovano e tutto ciò che c’è intorno. Ho apprezzato davvero tanto le persone che mi sono stato vicino e ho imparato molto da questa situazione”.
Chiusura di Padovano con una confessione particolare: “Gianluca Presicci e Gianluca Vialli sono state le persone che mi sono state più vicine. Con Luca c’era un rapporto incredibile e non c’è giorno che non gli dedichi un pensiero. Mi manca terribilmente. Era l’unico che chiamava la mia famiglia per sapere le mie condizioni e questo non l’ho mai dimenticato”.








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