Padovan: "Juventus, Sarri sembra Allegri e non è un complimento! Ringrazi Buffon"

Giancarlo Padova, giornalista, nel suo editoriale si è soffermato, tra le altre cose, sul match tra la Juventus e l'Inter.
Il giornalista Giancarlo Padovan, nel suo editoriale per calciomercato.com, ha commentato quanto è accaduto nel corso della partita tra la Juventus e l'Inter. Ecco quanto si legge: "D’estate o d’inverno, in campionato o in amichevole, quando bisogna vincere contro avversari italiani, a spuntarla è sempre la Juve. A Nanchino, in casa Suning, il derby d’Italia straordinario è finito in parità (1-1). Ma per dare un vincitore al secondo confronto dell’International Champions Cup, tra Juventus e Inter, si è ricorsi ai calci di rigore. Buffon, il vecchio campione tornato scornato dall’esperienza al Paris Saint-Germain, ne ha parati tre (a Ranocchia, Longo e Borja Valero). La Juve, nettamente in vantaggio dopo i primi tre (Cancelo, Ronaldo, Emre Can) si è concessa il lusso di sbagliarne due (Rabiot alto, Bernardeschi traversa) prima di chiudere con Demiral, l’ottimo difensore turco che il Milan vorrebbe a tutti i costi".
Padovan ha poi aggiunto: "Risultato finale 5-4 per la Juve. Sarri, in panchina, ha stretto i pugni perché ci teneva e questo è già un segno di appartenenza. Ma a proposito del suo gioco ancora non si vede nulla. Nè possesso palla (risicato nel primo tempo), né occasioni da gol (Ronaldo ha segnato su punizione deviata da Skriniar a poco più di venti minuti dalla fine). L’Inter di Conte, pur giocando sempre senza punte (Perisic perché non lo sarà mai, Esposito perché è ancora giovane), ha già i connotati che vuole il proprio allenatore: squadra corta, difesa alta, grandissima intensità con il gegenpressing di Klopp, esterni larghi e un Sensi padrone di ogni iniziativa. Conte ha cominciato a lavorare prima e si vede. Sarri ha una rosa più forte (senza contare gli assenti) e si sa. Ma ancora siamo lontani da quello che vuole lui, da quello che pretende Agnelli e da quanto si aspettano i tifosi juventini. Per ora Sarri sembra Allegri e non è esattamente un complimento perché è stato chiamato a mostrare un calcio che emozioni. In realtà le partite di luglio, fatte con poco più di dieci giorni effettivi di preparazione, lasciano poco. Se Conte corre (un po’ perché è nel suo stile, un po’ perché il suo calcio è a presa più rapida), Sarri invoca tempo e la seconda fase degli allenamenti che partirà dal 10 agosto e si concluderà con l’avvio del campionato. Nel frattempo resta un derby d’Italia vinto grazie a Buffon in terra cinese. Troppo poco per dirsi già felici".







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