Olivera: "Conte juventino, ma darà l'anima per il Napoli". Poi un retroscena sugli spaghetti

Ruben Olivera, ex compagno di squadra di Antonio Conte alla Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Capri.
Nel corso della trasmissione "Bordocampo – II Tempo", in onda su Radio Capri, è intervenuto Ruben Olivera, oggi allenatore, in passato ex compagno di squadra di Antonio Conte alla Juventus. Queste le sue parole: "Sono rimasto stupito dalla velocità con cui hanno chiuso Conte. Quindi per prima cosa vanno fatti i complimenti al presidente. Si sente che la piazza è contenta, lasciamo stare che Conte è juventino… è un grande professionista e darà l’anima per questi colori e per Napoli. Sono sicuro che farà una grande partenza, il Napoli potrà dire la sua in campionato. Andranno un po’ alla volta. il primo obiettivo sarà entrare nelle prime quattro ma con l’ambizione che ha Antonio e che ha la piazza… tranquillamente si può mettere tra le prime quattro e già entrare tra le prime quattro in Serie A è tanto ma si può ambire ancora ad altro".
Poi ha aggiunto: "Antonio ha la caratteristica di essere verticale, anche come giocatore guardava subito la porta avversaria. Aggredisce per andare ad attaccare subito, non è amante del possesso come Thiago Motta o De Zerbi. Gli piace una squadra fisica, dei giocatori fisici… un po’ come l’Atalanta. Ogni giocatore in campo ha tre o quattro movimenti prestabiliti. Loro già sanno i movimenti che devono fare in campo, avendo tempo per lavorare si vedranno subito i risultati di Conte e del suo gioco. Antonio è come si vede in panchina. Era molto serio, era molto esigente con i compagni in allenamento. Voleva tutto a ritmo alto, tutti concentrati. Si vedeva già che poteva diventare un grande allenatore. All’epoca ero giovane e mi bacchettava parecchio. Sia lui che Ciro Ferrara, Montero, mi bacchettavano molto. E’ stato un leader alla Juve per tanto tempo".
Infine un retroscena: "Un aneddoto in particolare? Il primo ritiro che ho fatto con la Juve, dopo pochi giorni che sono arrivato, era seduto vicino a me, a pranzo. Arriva un piatto di spaghetti e inizio a tagliarli, noi in Uruguay siamo abituati così, lui subito mi guarda e dice: "Guarda come mangiano i tuoi compagni e abituati a mangiare come mangiano tutti. Qui in Italia devi imparare a mangiare". Montero poi mi tradusse e da lì ho imparato, devo dire che mi sono sporcato parecchio in ritiro nei giorni successivi perché non riuscivo a mangiare bene… (ride, ndr) ma questo mi fece capire dove ero arrivato”.






Bajraktarevic ai Mondiali, talento che può fare al caso del Napoli
Vergara non è in vendita. Possibile cambio ruolo
De Bruyne & Lukaku, perché tenerli con Allegri al Napoli
Napoli, i veri obiettivi di calciomercato (con o senza Allegri)
Chi è Matt Rizzetta che vuole comprare il Napoli
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it


