Ogbonna: "In Inghilterra deridevano gli italiani, ora hanno capito! Sembra di essere in un film"

Il difensore italiano del West Ham ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all'emergenza Coronavirus in Inghilterra.
Angelo Ogbonna, difensore italiano del West Ham, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com. "In Inghilterra inizialmente c'era scetticismo, l'emergenza è stata gestita in modo superficiale. Credo ci sia stata l'intenzione anche di provare a tutelare il paese economicamente dopo la Brexit. Un errore sanitario importante? Esatto, hanno sottovalutato una problematica globale, seria, grave. Da italiano all'estero ho da subito acceso i riflettori sulla questione? Inizialmente ci deridevano, pensavano che stessimo esagerando ed esasperando la questione. Io vivo a Londra ma sono da subito stato preoccupato per noi e per la famiglia in Italia. Devo dire la verità: nell'aria, almeno a Londra, la preoccupazione c'era. Supermercati vuoti, meno gente a giro. Però Londra non è l'Inghilterra".
Ogbonna prosegue: "Ci alleniamo da casa. Abbiamo le nostre direttive, date dallo staff di Moyes, teniamo informato il club quotidianamente. Il problema è che viviamo in appartamento, per alcuni la sistemazione è ancora provvisoria e per una preparazione ad hoc servirà tempo. E' giusto pensare che poi ci vorrà un mese per tornare in forma. La problematica, però, è che adesso non hai modo di allenarti come vorresti. E' una situazione particolare particolare. Vivendo all'estero è anche più difficile, per noi ma per le nostre compagne. Abbiamo già un figlio e ora aspettiamo, tra un mese, il secondo, e per lei è dura. Non c'è il sostegno dei genitori, come in occasione del primo bambino. C'è stata una mano importante lì, anche a livello di presenza, qui siamo limitati. Faccio e facciamo il possibile ma è chiaro che devi dare la stessa importanza al figlio che c'è, a quello che arriverà, in una situazione diversa, di quarantena. Io voglio ringraziare i medici in Italia che si stanno prendendo cura delle persone, dei malati, dei contagiati. Di chi rischia ogni giorno. La mia famiglia è a Cassino, la situazione è difficile ovunque e anche lì. Quella della mia compagna è a Torino dove quando torniamo siamo quasi in pianta stabile. Sono città bloccate, sembra di vivere un film".







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