Nocerino: "Napoli, che rimpianto! Zeman devastante, Cassano casinista. Il mio parere su Gattuso"

L'ex centrocampista del Milan, Antonio Nocerino, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una diretta Instagram.
L'ex centrocampista tra le altre di Avellino, Juventus e Milan, Antonio Nocerino, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una diretta Instagram con il giornalista Nicolò Schira. "Quarantena? La sto trascorrendo con la famiglia in America ad Orlando. Sto recuperando il tempo per studiare ed aggiornarmi. Avellino? Il mio primo anno nei professionisti. Avevo 18 anni. Zeman mi vide in un torneo di fine anni con la Berretti della Juve. Non dovevo andare perché avevo gli esami di maturità e dovevo studiare, alla fine ci andai e Zeman mi disse che mi avrebbe voluto con sè. Zeman? Il primo giorno di ritiro fu devastante con lui. Aveva idee di gioco innovative e soprattutto faceva giocare chi meritava. Non si faceva problemi a lanciare titolare un ragazzino di 18 anni. Gli devo tanto. I miei idoli? Fernando Redondo, Pep Guardiola e Demetrio Albertini. Sono cresciuto sognando di imitare loro. Tre giocatori fortissimi”.
Nocerino prosegue: "Juventus? Nell’estate 2007 torno alla Juve, anche se non volevo restare. Pensavo di non avere spazio in mezzo a tutti quei campioni: c’era Cristiano Zanetti e avevano acquistato Tiago e Almiron. Mi volevano Napoli e Fiorentina e avevo accettato le offerte, ma mister Ranieri bloccò tutto. Mi disse di allenarmi al massimo che avrei avuto la mia occasione e così fu. Un uomo d’altri tempi: la sua parola valeva più di mille contratti. Tanto che quell’anno feci 32 presenze nella Juve e arrivammo terzi. Il compagno più casinista? Antonio Cassano a Parma. Mi faceva scassare con la sua parlata e il suo modo di ridere. Pure Totò Di Natale è micidiale.... Gattuso? Rino sta facendo molto bene alla guida del Napoli. Mi piacciono molto le sue squadre per come si muovono e i principi di gioco che hanno. Napoli? È l’unico rimpianto della mia carriera non essere riuscito a indossare quella maglia. La mia famiglia viveva a Napoli, io sono napoletano e sarebbe stato indossare quella maglia. Nel 2007 ero a un passo, ma poi Ranieri mi convinse a restare alla Juve. Giocare anche solo una partita con il Napoli sarebbe stato bello. Allenarlo in futuro? Chissà...”.







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
