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Nicchi: "La VAR fa giustizia, arbitri italiani esempio nel mondo. Tutti i numeri e il bastian contrario..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Nicchi: La VAR fa giustizia, arbitri italiani esempio nel mondo. Tutti i numeri e il bastian contrario...

Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC.


Marcello Nicchi, presidente dell'AIA, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Si gonfia la rete, trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC. "La VAR? Se devo esprimere la mia opinione, va meglio delle previsioni. Lo dico perchè ormai siamo in grado di dire, dopo solo pochi mesi di applicazione, che i risultati sono molto positivi: è uno strumento che fa giustizia e gli arbitri utilizzano con grande entusiasmo. Ci stiamo lavorando, vogliamo migliorarlo ancora di più. I risultati sono più che incoraggianti. In ogni luogo, da sportivi a tifosi, passando per dirigenti, calciatori, FIFA e UEFA, si parla di Italia come riferimento ed esempio mondiale dal punto di vista arbitrale. Bisogna abituarsi all'utilizzo della tecnologia. C'è un dato di fatto: ritengo offensivo quando qualcuno parla di arbitri che la rifiutano. Non è così: sono entusiasti. Il protocollo è complesso e va aggiustato a fine campionato, applicarlo non riesce facile a tutti".


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"L'arbitro, comunque, rimane centrale: è sempre il primo e l'ultimo a prendere la decisione. In caso di fallo di mano, l'arbitro in campo giudica come se non avesse lo strumento, decidendo se si tratta o meno di rigore, se lo ritiene volontario o involontario. Se il VAR lo chiama, lo interpella, e se l'arbitro in campo è convinto d'aver visto bene e dice: 'Per me è involontario, ho già visto', allora resta la decisione dell'arbitro. Una cosa posso dirvela con fermezza: il VAR rende sereno l'arbitro, che sa di dover lavorare come se il VAR non ci fosse ma anche che, in caso di errore, può essere corretto. Il VAR e la VAR tranquillizzano anche la gente, tutti: i tifosi e non solo. Bilancio? Si farà alla fine e raccoglieremo dati che poi verranno pubblicati. Gli interventi sono stati, finora, novecento: questi i casi in cui con la VAR si è controllato e lasciato correre, perchè l'arbitro aveva già decretato correttamente. In trenta casi, il VAR ha interloquito con l'arbitro e, in soli venti, ha cambiato la decisione arbitrale. In totale, su novecento casi sono stati fatti cinque errori: un valore insignificante. Sono finite le proteste: si sono azzerate, ed è un bene per le società, perchè ci sono meno ammonizioni. Aumentati i calci di rigore del 35%. Diminuite le entrate temerarie. Poi c'è il solito bastian contrario, perchè in Italia c'è ancora chi fa la moviola e intervista calciatori di venti ani fa o ex arbitri che non sono aggiornati da trent'anni e, in quanto tali, non possono giudicare. La VAR, lo ripeto, unifica e fa giustizia. Si devono sentire i colloqui tra VAR e arbitri? Già li facciamo sentire, ma alle riunioni. Se un allenatore non capisce il perchè di una decisione, può venire alle riunioni e gli spieghiamo tutto. Da parte nostra, da questo punto di vista, c'è grande apertura".


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