Ndombele: "A Napoli una atmosfera unica. Kvaratskhelia, che sorpresa"

Il centrocampista del Napoli, Tanguy Ndombele, ha parlato della sua avventura in Campania: "A livello individuale, sarebbe il primo trofeo per molti di noi".
Tanguy Ndombele, nei giorni scorsi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di So Foot. Queste le sue parole: "Sapevo poco di Napoli. Il contrasto Sud contro il Nord, un po' 'noi contro il resto del paese', l’ho capito quando sono arrivato. Mi è stato anche detto che giocare a Napoli era una cosa buona, ma che poteva diventare rapidamente complicato. Qui, quando si vince, va abbastanza bene, ma quando i risultati non ci sono… Beh, finora, non possiamo lamentarci. Onestamente, non avevo mai sperimentato una tale atmosfera".
Sei consapevole di avere l’opportunità di fare la storia?
"Decisamente! Quando i tifosi vengono da noi per fare foto o autografi, ci gridano: 'Scudetto! Scudetto!'. Senti che sono davvero coinvolti. Quando sono arrivato in città, ricordo di aver chiesto a un autista di raccontarmi un po’ del club, della sua storia… Ovviamente mi ha parlato dell’ultimo titolo del Napoli. A livello individuale, sarebbe il primo trofeo per molti di noi, quindi potrebbe essere doppiamente speciale. Per ora ne stiamo discutendo, ma andiamo avanti con umiltà perché non è stato fatto nulla. Non molleremo".
Hai spesso parlato del tuo desiderio di evolvere in squadre dominanti. E’ questo ti ha convinto a venire a Napoli?
"Sono un grande consumatore di calcio ma, ad essere onesto, quando sono arrivato qui, mi sono reso conto che non conoscevo così bene il campionato italiano. Sono rimasto davvero sorpreso dal livello di alcune squadre, di alcuni avversari o di alcuni compagni di squadra… Ad esempio, non conoscevo Kvara, ma dopo alcuni allenamenti, ho visto subito cosa aveva nei piedi. Più in generale, ho scoperto una grande squadra e non mi sorprende che sia dove si trova oggi. Ora, di sicuro, essere in una squadra che ha la palla, che va avanti, permette di far emergere le mie qualità, anche se con l’età, ho imparato ad adattarmi un po' di più".
Qual è il segreto di questo Napoli?
"Non posso davvero dire cosa abbia in più, ma quello che so è che la squadra è di alta qualità, che tutti vanno d’accordo, che tutti si tirano su, anche i sostituti. C’è un buon gruppo, una buona concorrenza… E’ un gruppo che vive bene e oggi è vero che quando arriviamo in certi posti sento che siamo la squadra da battere. Spalletti è una persona molto vicina ai suoi giocatori, ha saputo impostare un quadro fluido in modo che ognuno possa esprimere le proprie qualità. Tutti quelli che hanno lavorato con me fino ad ora possono testimoniarlo, non sono un giocatore che parla molto con i suoi allenatori. Oggi il mio lavoro è rispettare le sue decisioni, portare ciò che so fare quando entro in campo. Sai, quando vinciamo, tutto è più facile, accettiamo certe cose meglio, ci divertiamo di più…".
Cosa ti chiede nello specifico?
"Il più delle volte, quando entro, la squadra sta già vincendo, quindi se non mi dice direttamente che devo difendere per conservare il vantaggio, capisco dal suo modo di parlare che devo farlo, che non devo pensare solo ad attaccare. A volte è un equilibrio da trovare, perché i titolari sono stanchi e vogliono rallentare il gioco, mentre noi, i sostituti, vogliamo che ci siano nuove azioni offensive… Finora siamo riusciti a fare bene".
All’inizio della scorsa stagione, Conte ti ha messo da parte
"Ciò che è complicato non è che un allenatore non ti voglia. È non avere più l’opportunità di dimostrare che si può essere utili per una squadra, di avere la sensazione di non avere le stesse armi degli altri, di accettare che alcuni giochino perché sono stati acquistati a prezzo molto alto. È come correre una gara senza avere la stessa macchina. Poi ho rispettato la sua decisione. Sono arrivato al ritiro, mi è stato detto di allenarmi a margine del gruppo, senza preoccupazioni. A quel punto sapevo di dovermene andare. Non c’era altra soluzione e non me ne pento. Sono molto felice di essere qui, al Napoli, anche se sono in prestito e non decido io cosa farà il club con l’opzione di acquisto".






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