Napoli Primavera, Rocco: "La verità su Milton Pereyra. Baridò ha qualità come altri"
Dario Rocco, tecnico del Napoli Primavera, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la sconfitta in campionato contro il Torino.

C'è un momento, nella stagione di una squadra giovane, in cui le parole contano quasi quanto i risultati. E quelle pronunciate da Dario Rocco dopo la sconfitta del Napoli Primavera contro il Torino sono tutto fuorché di circostanza. Sono parole dure, dirette, senza protezioni. Parole che non cercano alibi, ma pretendono risposte.
Rocco guarda in faccia la realtà, senza edulcorarla: "Quattro partite, zero gol. Così al massimo puoi pareggiarla una partita, se segni così poco. Eravamo partiti anche bene, abbiamo avuto una palla importante da spingere in rete. Poi siamo calati un po’ di condizione, ma era anche abbastanza prevedibile: ci si allena poco in questo periodo. Adesso però basta. Dobbiamo stringerci, allenarci di più, recuperare tutti gli infortunati ed essere pronti alla battaglia".
Il tecnico non si dice sorpreso, anzi rivendica la lucidità di chi sapeva che un passaggio a vuoto poteva arrivare: "Io non sono affatto sorpreso da questa situazione, ero pronto anche a un momento del genere. Però siamo lì e ce la giochiamo fino alla fine".
Nel suo intervento, Rocco trova anche il tempo per spegnere i riflettori eccessivi sui singoli, a partire da Milton Pereyra, nome già diventato terreno fertile per narrazioni premature: "È un ragazzo eccezionale, serio nel lavoro. Però calma: è un 2008 del Napoli, ha due anni davanti per dimostrare il suo valore. Non dobbiamo alzare troppo le aspettative. Si leggono 8.000 siti che parlano di Boca Juniors, di grande colpo… ma la verità è che è un ragazzo come gli altri.
Poi, un passaggio sull'altro giocatore ex Boca Juniors: "Baridò? La qualità ce l’ha, come ce l’hanno anche altri. Però nell’economia della squadra bisogna correre e combattere. Oggi affrontavamo un avversario molto fisico, quindi ho preferito utilizzarlo nel secondo tempo, quando gli avversari sono più stanchi e si abbassano. In quelle situazioni dimostra il suo valore. Non è escluso che possa giocare titolare".
Il tecnico si prende la sua parte di responsabilità, senza rifugiarsi dietro la lista degli infortunati: "Quattro sconfitte sono quattro sconfitte. Bisogna riflettere e fare tutti qualcosa in più, a partire dal mister. Niente alibi, niente scuse sugli infortuni. Si lavora e si combatte".
E anche quando analizza i singoli episodi e i dati - dalle occasioni create contro il Milan alle sconfitte di misura - lo fa senza mai perdere il filo del discorso principale: "Le partite vanno analizzate, non si può guardare solo il risultato. Però quattro sconfitte vanno guardate in faccia".
Interessante il passaggio sul dialogo con la prima squadra, che restituisce il senso profondo del lavoro del vivaio: "Quando vado a Castel Volturno mister Conte parla sempre di calcio, è una persona eccezionale. L'obiettivo principale del settore giovanile è dare giocatori alla prima squadra nei momenti di difficoltà. Stiamo dando massima disponibilità. È vero, qualcosa lo stiamo pagando, ma non è un problema. I ragazzi hanno gli attributi per allenarsi con la prima squadra e tornare qui a giocare. Abbiamo disputato tante partite senza prepararle e abbiamo fatto bene. La cosa più importante è recuperare Lo Scalzo, Smeraldi e gli altri, avere più giocatori freschi. Oggi Torre, che è un grande motore, era un po’ in affanno. Garofalo nelle ultime tre settimane si è allenato una o due volte a settimana per problemi fisici. I problemi si sono accumulati".
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