Napoli-Juventus, pagelle: Insigne 100, Pirlo 2. Meret e Rrahmani super, Lozano preoccupa

Prova di grande intensità per tutta la squadra. Contava solo vincere per ritrovare entusiasmo, e il Napoli ha vinto. Per il "come" c'è tempo per rifarsi.
Napoli-Juventus, ovvero Gattuso contro il “maestro” (così dicono) Pirlo, Insigne contro Ronaldo e Chiellini contro… Rrahmani. Allo Stadio Diego Armando Maradona vincono i partenopei: vince Rino, che si prende la sua rivincita su Andrea dopo la Supercoppa italiana e contestualmente gode Lorenzo che riscatta l’errore dal dischetto in quella partitaccia del Mapei Stadium che terminò con le sue lacrime mentre Cristiano alzava il trofeo. E vince anche Amir, il difensore kosovaro arrivato dall’Hellas Verona per 15 milioni che sembrava un oggetto misterioso: contro i campioni d’Italia il centrale dimostra che forse Ringhio sbagliava a tenerlo troppo in naftalina. 1-0 e tre punti preziosi per gli azzurri che si rilanciano in classifica in chiave Champions. E poco importa se nella ripresa è servito un catenaccio old school oppure old style, come preferite, per blindare il risultato con un Meret in forma strepitosa che – lanciato nella mischia pochi minuti prima del fischio d’inizio per l’infortunio di Ospina nel coso del riscaldamento - ha parato di tutto. A fine partita le assurde dichiarazioni di Pirlo capace di contestare la decisione di Doveri di concedere il rigore al Napoli. Un penalty apparso NETTO a tutto il mondo, tranne quello bianconero (qualcuno che la pensa diversamente sicuramente ci sarà). Stranezze della vita. Voto 2 al tecnico dei piemontesi. L'infortunio di giornata è una pessima notizia. Ecco le pagelle di Areanapoli.it.
Meret: tra il 7,5 e l’8. Improvvisamente diventa titolare per il problema di Ospina emerso nel riscaldamento. Si fa trovare in gran forma sia sul piano mentale sia sul piano fisico e para di tutto in maniera a tratti eroica. Discreta anche la gestione del palleggio che piace a Gattuso.
Di Lorenzo: 6,5. Chiesa è un avversario ostico che accelera in continuazione e lo costringe al giallo dopo una ventina di minuti. Un cartellino che in parte lo condiziona con qualche uscita avventata in anticipo. Nel complesso regge fino alla fine con buoni appoggi e sovrapposizioni.
Rrahmani: meriterebbe 7, ma gli diamo 7,5 a recupero del credito perduto per eccesso di prudenza da parte di Gattuso. E’ lui a svettare in area procurandosi il rigore per la manata di Giorgione Chiellini ed è sempre lui a guidare bene la difesa tenendo marcatura, posizione e puntualità nel gioco aereo. Anche in uscita palla al piede è uno spettacolo interessante. De Laurentiis sorride.
Maksimovic: 6,5. In netta crescita sul piano fisico, disegna la linea con Rrahmani in contenimento senza trascurare sortite offensive. Ottimo feeling tra i due. Quello delle ultime partite sarà un suo parente.
Mario Rui: 6,5. Spinge poco per dedicarsi alla fase difensiva in combinato disposto con Insigne. Lozano gli dà una grossa mano nel contenere Cuadrado e gli altri. Nella ripresa si produce in giocate di grande qualità tecnica.
Bakayoko: 6. La fase di costruzione non è il suo forte, sbaglia troppo nella gestione. Quando invece decide di dare fondo a tutta la sua fisicità, recupera punti ed utilità. Davanti alla difesa è spesso prezioso nei contrasti e nel recuperare palloni.
Zielinski: 6 perché merita fiducia e perché il Napoli ha vinto, ma la sua prestazione non è del tutto positiva. Non eccelle nelle letture, si limita all’ordinaria amministrazione. Va anche detto che Gattuso lo arretra per sfruttare il suo passo nella lotta. E non è propriamente il suo ruolo, ma vista l’emergenza si adatta. Dal 65’ Elmas: 6. Inizia con smalto e con atteggiamento propositivo, ma quando si accorge che gli errori sono troppi palla al piede e che non è il caso di osare troppo, arretra il raggio d’azione e si mette a disposizione della muraglia.
Politano: 6. Ad un’ottima fluidità di gamba non corrisponde la freschezza nel saltare l’uomo. Decide quindi di agire più basso per aumentare il volume nella copertura degli spazi. Tuttavia conquista punizioni e angoli che fanno respirare. Dal 65’ Fabian: 6. Rientra finalmente dopo il Covid. Prova a palleggiare e a dettare il ritmo per uscire dall’esasperato forcing bianconero. Una volta capito che ci sono pochi varchi, posa il goniometro e recupera il martello.
Insigne: 7. Arriva il 100esimo gol in maglia azzurra. Che poteva arrivare in Supercoppa italiana sempre contro la Juventus, sempre dagli 11 metri. Ma poco importa: era importante sbloccarsi e scacciare via i fantasmi. Tre punti preziosi per tornare in corsa per un posto Champions. Oltre al rigore una prestazione di grande intensità a supporto della squadra in ogni angolo del campo dove serviva il suo coefficiente tecnico. Dall’88’ Lobotka: sv.
Lozano: 7. Questo ragazzo merita sempre mezzo punto in più a prescindere per la determinazione con la quale scende in campo. Ogni tifoso vorrebbe vedere 11 Hirving ogni partita per la sua intelligenza e capacità di sfidare e punire l’avversario in velocità. Incassa molti falli per essere arginato, Cuadrado – frustrato - a volte esagera e meriterebbe il cartellino rosso. La brutta notizia di giornata è il suo infortunio. Fa preoccupare chi lo affronta e ora anche il Napoli e i tifosi per l'infortunio.
Osimhen: 6-. Non è ancora vicino al totale recupero della condizione atletica, ma quella, si sa, arriva partita dopo partita. Vorrebbe fare tutto per recuperare il tempo perduto, tuttavia non è questa la strada giusta. Quel che è perso è lì con il valore dell’insegnamento. Crescita graduale per sbocciare e sprigionare potenza con continuità, non inutili ed effimere fiammate. Nel primo tempo prova l’imbucata perdendo troppi palloni, nel secondo indossa l’elmetto. Dal 75' Petagna sv. Tocca pochissimi palloni.
Gattuso: 6,5. Era importante vincere, il come non contava. E il Napoli ha vinto. Insigne segna e fa 100, la squadra caccia gli attributi sfoderando una prestazione di grande intensità e Rrahmani non fa rimpiangere Manolas. L'altra notizia del giorno è che Maksimovic - si, proprio lui - non fa sentire l'assenza di Koulibaly. Nel secondo tempo si gioca ad una porta sola, quella azzurra, ma Meret dimostra di essere un campione anche lui. Le buone notizie non mancano, dunque. Purtroppo ci sono anche le brutte con gli infortuni di Lozano e Ospina.








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