Gattuso: "Grazie Ancelotti! Barcellona, non dobbiamo avere paura. Insigne deve migliorare come capitano. Messi, Lozano e Fabian..."

Conferenza stampa di Gennaro Gattuso alla vigilia della gara di Champions League contro il Barcellona.
Grande attesa per la gara di Champions League, Napoli-Barcellona. Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa: "Siamo vicini alle persone contagiate, al governo per quello che sta facendo e speriamo che la problematica possa essere risolta. So che affrontiamo una grandissima squadra, devo ringraziare la squadra e Ancelotti perchè non ho fatto nulla per disputare quest'ottavo di finale, c'è emozione, sono due giorni che smanetto col mio staff, hanno dei campioni ma con Setien stanno tornando a proporre il loro calcio. Con Valverde ci mettevano in media 12 secondi per recuperare palla, con Setien sei, se non facciamo le cose fatte bene rischiamo grosso. Insigne è un giocatore che al di là delle qualità tecniche che, pur non avendo fisicità, ha un motore che gli permette di fare 12, 12,5 chilometri a partita. Deve migliorare da capitano nell'essere coerente in tutto ciò che fa, non parlare sempre ma entrare nell'anima quando lo fa. Mi ha sorpreso, è un giocatore molto intelligente, apprende subito, ciò mi è piaciuto. Domani sono soddisfatto se vedo una prestazione da squadra, Messi è il più grande giocatore di quest'epoca per come ha vissuto questa carriera, è un esempio per il calcio mondiale, per i bambini, vedo di fargli cose impensabili che riescono solo alla playstation, ha una qualità incredibile. Domani sono soddisfatto se vedo una prestazione da squadra, Messi è il più grande giocatore di quest'epoca per come ha vissuto questa carriera, è un esempio per il calcio mondiale, per i bambini, vedo di fargli cose impensabili che riescono solo alla playstation, ha una qualità incredibile. Stamattina, quando mi sono svegliato, mia moglie mi ha preparato un caffè, ho pensato a tutti i sacrifici che ho fatto con il mio staff, a Creta, Palermo, Pisa, a tutte le problematiche che abbiamo affrontato in questi anni, ce lo siamo meritati come gruppo di lavoro. Costruirete dal basso? Vedrete domani. Devi riuscire a trovare le parole giuste, oggi la cosa più brutta è dire a quei tre-quattro giocatori che non verranno in panchina, tre sono fuori lista. La squadra sta sul pezzo se sei coerente, se arrivi al centro qualche ora prima, se mostri che c'è un lavoro dietro. Oggi i giocatori sono molto più evoluti dei nostri tempi, ti pensano ancora di più. È molto più difficile arrivare a questa sfida da allenatore e non da giocatore, quando affrontavi il Barcellona di Xavi e Iniesta ci guardavamo e pensavamo che noi facessimo un altro sport, per quattro-cinque giorni ti lasciavano la sensazione di essere di un altro pianeta. Noi attaccavamo la profondità, andavamo alla ricerca di altre cose, nelle prime gare contro di loro ti ammazzavano mentalmente".
Gattuso prosegue: "Maradona? Diego è il dio del calcio, l'ho visto nelle videocassette, nei dvd, non l'ho mai visto da vicino, so che è stato il più grande giocatore al mondo, vendo in questo momento di fare delle cose a Messi che faceva Maradona, mi dispiace non aver visto Diego da vicino, mi sono perso qualcosa di meraviglioso. Non dobbiamo commettere l'errore di pensare che affrontiamo Messi, giochiamo contro il Barcellona, oggi prepariamo delle cose, è un collettivo. Se mettiamo la qualità a disposizione di ognuno di noi possiamo farcela, altrimenti non ce la facciamo. Col Barcellona bisogna fare due partite in una: una quando non hai la palla, un'altra quando ce l'hai. Bisogna correre qualche rischio, quando si palleggia bisogna metterli in difficoltà. Voglio un Napoli che non ha paura, al San Paolo abbiamo fatto delle sciagure umane, non ho visto grandi partite tranne quella contro la Juventus. Voglio una squadra che s'aiuta, non voglio vedere vigili che muove le mani a destra o sinistra. Hysaj anche mi ha dato una grande mano, a Fabian ho sempre detto che era un giocatore forte, doveva mettere forza nelle gambe. Lozano? In questo momento sto facendo delle scelte, deve lavorare per farsi trovare pronto, non c'è solo lui che non sta giocando, vado alla ricerca di altre caratteristiche. Come vedo il calcio di oggi, voglio 5 giocatori come me e 5 come Kakà o Ronaldinho. In allenamento undici contro undici vincono i difensori, ho un'altra testa rispetto a quando giocavo, mi piace più giocare con la tecnica dei Kakà, non quella di Gattuso. Se ho migliorato la tecnica? Negli ultimi anni sì, all'inizio avevo due ferri da stiro al posto dei piedi. Dicono che il Barcellona è venuto con 14 giocatori e una banda di ragazzini, vi invito a vederli. Mi piace la metodologia di Setien, mi è costato tanti soldi mandare qualcuno a spiarli al Las Palmas, quando era al Betis l'ho affrontato in Europa League. Ho grande rispetto per la metodologia del lavoro blaugrana. Non parlerò delle sconfitte del Barcellona contro Psg, Roma e Liverpool, se andate a vedere la storia di chi scenderà in campo hanno vinto tutto, le problematiche societarie gli fanno il solletico. È una squadra di marziani, dobbiamo fare la partita della vita. Con Setien sto rivedendo un Barcellona che non si vedeva nell'ultimo anno e mezzo, che vuole palleggiare ma che va alla riconquista della palla con veemenza e forza. Se vuoi fare la pressione alta con il Barcellona, gioca con undici uomini, col portiere, in superiorità numerica quando ha palla. Gli avversari a volte li vanno a prendere a uomo ma c'è comunque superiorità numerica, è impressionante come attaccano lo spazio, provano sempre a farti male. Mi è piaciuta come l'ho vista nelle ultime quattro, cinque partite. Dobbiamo essere noi ad entusiasmare i nostri tifosi, non si può sbagliare nulla, loro non ti perdonano. Dobbiamo avere la lucidità di controllare bene la partita. Ho sempre avuto fiducia di questa squadra, all'inizio ho sottovalutato i problemi di questa squadra soprattutto in fase difensiva, non eravamo una squadra, davamo troppo campo agli avversari, si giocava senza annusare il pericolo, il gruppo è migliorato nella compattezza. C'è sempre stato il problema delle piccole, non solo con me, dobbiamo muovere la classifica, vincere quante più partite possibili. Il Barcellona ha qualcosa più di noi, bisogna essere onesti, noi la prepareremo bene, poi nel calcio non si sa mai, vediamo cosa succede in 180 minuti".








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