Moriero: "Fenomeno, una volta danzò sul ghiaccio. È il miglior numero 9 della storia"
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport l'ex calciatore Francesco Moriero ha parlato di una leggenda del calcio mondiale.

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Francesco Moriero ha ricordato la leggendaria semifinale di Coppa Uefa giocata con l'Inter nel gelo di Mosca: "Andiamo in campo per il riscaldamento e dopo 5’ torniamo dentro: congelati. L’abbiamo fatto nello spogliatoio, ognuno per sé. Entriamo in campo: avevo messo due magliette sotto la maglia da gara, paraorecchie, paracollo".
"Tutto inutile: piedi congelati, non riuscivo a correre su una melma fatta di fango, segatura e ghiaccio. Stadio strapieno, loro assatanati, segnano dopo dieci minuti. Simeone mi chiama: “Metti più cross che puoi”. “È una parola”, gli rispondo. Dai e ridai mi arriva un pallone sull’esterno, colpisco con la caviglia in freezer, il Cholo non ci arriva di testa ma ci arriva Ronie e però tutti corrono ad abbracciare me: ero riuscito a fare un cross..." ha continuato l'ex ala di Roma e Inter.
Poi le parole al miele su Ronaldo: "In quella partita avrà toccato dieci palloni, ma non correva sul ghiaccio: pattinava. Danzava. Quel gol, leggendario: fa uno stop, dribbla a seguire, chiede l’uno-due a Zamorano che è bravissimo a farsi trovare, una finta delle sue per lasciare lì due difensori, un’altra sul portiere e palla in buca. Tutto in pochi metri, alla sua velocità. Ronie, come cantavano i tifosi, ce l’avevamo noi".
"Per me giocare con lui è stato un privilegio, un onore, e un piacere: il numero uno di quei tempi, per me il miglior “nove” della storia. Il più moderno, dieci anni avanti a tutti, aveva tutto: tecnica, potenza fisica e rapidità, fiuto del gol" ha concluso Moriero.








Napoli-Lazio: 0-2, disastro azzurro! I commenti del post-partita
"1 agosto 1926", coro e testo. Auguri Napoli, sono 99
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
