Moratti: "Uscii di casa con Maradona, che spettacolo. I giornalisti si aspettavano..."
Massimo Moratti ha raccontato alcuni retroscena inediti sulla sua doppia vita imprenditoriale e da dirigente sportivo alla guida dell'Internazionale Milano.

Massimo Moratti, storico ex patron dell'Inter, attraverso l'intervista rilasciata sulle pagine del Corriere della Sera, ha parlato anche della sua vita privata, soffermandosi sulla vendita della Saras, azienda di famiglia, a cui ha legato la sua vita imprenditoriale: "Un’ottima operazione sul piano economico".
"Sotto il profilo umano, un immenso dispiacere. Le persone che lavorano in Saras sono eccezionali, molto legate a tutti noi e con grande fiducia in noi. Non è stata una scelta facile. Ma ci hanno capito: passa a un gruppo che ha grandissime possibilità. Resterà protagonista, non è cosa da poco, cinque anni fa davano per finita la raffinazione e si pensava che l’unica strada fosse vendere a pezzi". Ha evidenziato Moratti.
La Saras e l’Inter: "Il calcio mi ha dato tantissimo, perché aiutava a decidere velocemente. Sei chiamato a rispondere e a scegliere di fronte ai cambiamenti improvvisi. Sempre svegli: più pratici e più rapidi. Non a caso, quando mio padre mi sentì parlare con entusiasmo di un ragazzino che si chiamava Paolo Rossi... mi disse: “Devi comprare una squadra, è più utile che guidare un’azienda”. Sacrosanto".
Moratti racconta anche un retroscena sulla casa storica della famiglia di via Serbelloni usata spesso per le riunioni di famiglia: "Esiste sempre. Come una vita fa. Il luogo di incontro, i nostri figli la amano molto, ne hanno quasi un timore reverenziale. Ricordo quei giorni di forte tensione di Mancini, che era nervoso, voleva dimettersi. I giornalisti si aspettavano che uscissi di casa con lui e invece uscii con Maradona che era passato a salutarmi. Che spettacolo".
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