Morata racconta: "La depressione e gli attacchi di panico. Mi vergognavo di uscire con i miei figli"

L'attaccante spagnolo del Milan ha confessato: "Per un periodo ho pensato che non sarei riuscito a tornare in campo".
Alvaro Morata, attuale attaccante del Milan, ha parlato al podcast "Cope" rilasciando delle dichiarazioni inedite sulla sua depressione e sui suoi momenti bui legati ad ansia e attacchi di panico, che gli hanno compromesso più volte anche la vita nel mondo del calcio. "Quando attraversi momenti davvero difficili, come la depressione o gli attacchi di panico, non importa quale lavoro fai o in quale situazione ti trovi nella vita: hai una persona dentro contro cui devi lottare ogni giorno e ogni notte".
L'attaccante spagnolo ha poi continuato: "Per un periodo ho pensato che non sarei riuscito a tornare in campo. Ho ricevuto l'aiuto di Simeone, Koke, il dirigente Miguel Angel Gil, del mio psichiatra. Non siamo sempre quello che si vede in televisione. Ho passato un periodo in cui correvo solo in casa perché mi si chiudeva la gola e la vista mi si annebbiava. Mi vergognavo perfino di uscire con i miei figli perché ricevevo così tante parole davanti a loro".
Morata ha poi dichiarato: "Tre mesi prima degli Europei pensavo che non sarei più sceso in campo. Ho passato un periodo molto complicato, cosa che succede a tante persone in questo Mondo".








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