Morandi rivelò: "Stavo per mettergli le mani addosso, per fortuna l'ascensore si aprì"
Il celebre artista bolognese fece delle interessanti rivelazioni al giornalista Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.

Gianni Morandi è un grande tifoso del Bologna, squadra che segue spesso in trasferta e che ha avuto modo di ammirare anche in Champions League. Il cantante, d'altronde, è un grande appassionato di calcio. L'artista rivelò degli interessanti retroscena ai microfoni di Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.
"La canzone 'sei forte papà'? Tutti puntavano sui bambini. Mal aveva fatto Furia cavallo del West, Bruno Lauzi Johnny Bassotto; io feci l’arca di Noè. Vendetti un milione di dischi; ma alla lunga fu un ostacolo. Ero diventato il cantante dei piccoli. A chi devo la risalita? Un giorno mi chiama Mogol, che aveva rotto con Battisti. Penso voglia propormi una canzone. Invece mi dice: “Tu sai giocare a pallone? Voglio mettere su una squadretta di cantanti, per ora siamo io e il Guardiano del Faro” (Morandi imita Mogol alla perfezione). Rispondo di sì, coinvolgo Riccardo Fogli, Pupo, Umberto Tozzi", le parole di Gianni Morandi.
"Chiedevamo ai parroci i campetti per allenarci. “Un giorno riempiremo lo stadio Olimpico” disse Mogol. In effetti, con la Nazionale cantanti, è successo». Mogol voleva parlare solo di calcio. Mi fece anche presidente della squadra, ma si arrabbiava perché lo mettevo in panchina, “io corro più degli altri!” diceva. Un giorno mi esasperò al punto che in ascensore cominciai a urlare, stavo per mettergli le mani addosso, per fortuna l’ascensore si aprì e Mogol uscì gridando: “Salvatemi dal pazzo di Monghidoro!", ha rivelato Morandi nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera.








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