Mora: "Perdita pesante nel Napoli, il mio pensiero su Traorè e Kvaratskhelia"
Nicola Mora, ex terzino dei partenopei, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Amore Campania ed ha fatto il punto sulla squadra di Calzona.

Nicola Mora, ex calciatore del Napoli, è intervenuto a Tiro a giro, la trasmissione sportiva di Radio Amore Campania, a cura delle pagine social La Musa Azzurra e La Napoli Bene Instagram. Queste le sue parole: "Sono movimenti inconsci di ogni difensore, quando si va sul fondo tendere a schiacciarsi verso la porta ed a lasciare un po’ troppo spazio sul dischetto del rigore dove dovrebbero arrivare i centrocampisti, sono due gol fotocopia (quello preso con il Barcellona e quello con l’Inter, ndr) dove quello di Barcellona è stato molto più rapido e fulmineo mentre quello con l’Inter secondo me era ampiamente prevedibile e si poteva rimediare a quella lacuna dei difensori. Non mi sento di dare solamente la colpa ai difensori, è un movimento che fanno inconsciamente quasi tutti i giocatori andando a difendere la porta e non stando attaccati all’avversario quando la palla va sul fondo”.
Poi ha aggiunto: "La perdita di Kim è stata pesante, ha tolto la possibilità al Napoli di essere più alto in pressione come l’anno scorso, perché l’anno scorso quando lasciavi tanto campo Kim era il giocatore che aveva le qualità per ricoprire e fare le coperture preventive e il recupero. Detto questo io penso che il Napoli stia pagando nell’organizzazione difensiva un’organizzazione a centrocampo che non è consona come quella dello scorso anno, un reparto arretrato che non è coperto adeguatamente e ad errori individuali che quest’anno si sono ripetuti ciclicamente in tutti i reparti. Al di là dell’equilibrio della squadra ci sono stati quest’anno più errori individuali che hanno influito sui risultati negativi del Napoli”.
Inoltre ha proseguito: "I terzini sono stati importantissimi l’anno scorso nel gioco offensivo del Napoli. Molto sta incidendo il fatto che la squadra non sia più corta e brillante come nella passata stagione e difficilmente sarà possibile rivedere quello stato psicofisico che il Napoli ci ha mostrato l’anno scorso. Mario Rui non è sui livelli dello scorso anno, Olivera ha patito qualche infortunio di troppo, sono due giocatori che prediligono la fase di spinta ma in maniera diversa, Mario Rui è più costruttore e si sovrappone in maniera esterna mentre Olivera è un giocatore che da palla e si sovrappone in maniera interna, sono ambedue giocatori di spinta ma in maniera diversa che si sono anche scontrati con un’annata non particolarmente brillante di Kvara e pensoo che sul lato sinistro quello sia il problema mentre sul lato destro si paga la condizione non ottimale di Di Lorenzo, non è brillante, costruttivo e non riesce a formare con Politano ed Anguissa quella catena di destra che l’anno scorso aveva formato un motore propulsivo ed efficace. Credo che con Calzona qualcosina di diverso si stia cominciando a rivedere tenendo la squadra leggermente più alta, i reparti più vicini credo che i giocatori si possano ritrovare”.
"Sul palleggio dal basso - spiega Mora - bisogna ridare convinzione e ridare al Napoli la possibilità di fare quello che sapeva fare si può e si deve fare e credo che Calzona faccia bene a farlo, logicamente è una squadra che non ha più l’intensità e la condizione psicofisica dello scorso anno quindi qualche rischio in più se lo ritrova, però abbiamo visto come rimettendo Lobotka al centro delle manovre del Napoli, se ne sia tratto beneficio, ricordiamoci che con Garcia e Mazzarri Lobotka era un po’ sparito dai radar, veniva scavalcato dal pallone, era impiegato in compiti che non gli competevano e non lo esaltavano. Calzona ha fatto bene a ridare un’identità a questa squadra, ma credo debba rendersi conto che non per forza debba continuare e cominciare la manovra dal basso e con questi rischi anche perché questa squadra non ha quell’attitudine e quella ferocia nella riconquista della palla che aveva l’anno scorso”.
“Traorè l’ho sempre visto fare grandi cose da esterno sinistro, addirittura da seconda punta nel 4-2-3-1 di De Zerbi e credo possa ricoprire quel ruolo. Può fare l’interno di sinistra - ha analizzato l'ex terzino - ma deve trovare tempi, condizione e soprattutto movimenti di sintonia con il centrocampo perché abbiamo visto anche con la Juventus perdere dei palloni dove Vlahovic ci ha graziato, è successa la stessa cosa in altre partite, credo che in quel ruolo si debba avere la qualità di non perdere la palla che sicuramente non ha chi è abituato ad agire dalla trequarti in avanti in fase offensiva”.
Infine ha concluso: “Su Kvaratskhelia, quando allontani i giocatori dalla fase critica della trequarti offensiva dove devono dare qualità, e li porti a 70-80 metri dalla porta…a livello fisico è un giocatore che ha gamba, qualità organiche per fare la fascia in entrambe le fasi però certamente perde lucidità ed essendo un giocatore che ama l’uno contro uno, ama portare palla e creare superiorità numerica se lo portiamo a 70 metri dalla porta in fase di ripiegamento e prima di fare la giocata decisiva si ritroverà per forza costretto a saltare più di un avversario e questo lo rende prevedibile e soprattutto avulso dall’essere pericoloso. Abbiamo negli occhi il Kvara che recuperava palla sulla trequarti, faceva la giocata, il tiro, sfornava assist perché la squadra era tutta concentrata in 30 metri a cavallo del centrocampo e proiettata ad andare in pressione avanti. Non mi piaceva Insigne in versione terzino sinistro, non mi piace Kava a ripiegare nella nostra metà campo a fare il difensore ed è vero che lo fa anche Politano, basterebbe che lo facesse Politano e dovrebbe farlo solo in momenti eccezionali e non come routine, perché si diventa prevedibili”.
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