Montuori: "Mia Martini versò 10 milioni per non far fallire il Napoli. Da un palco di Salerno disse..."

Lo storico Capo Ultrà del Napoli racconta: "Ci mise in contatto Bruno Bruni a cui lei disse senza indugio: "Voglio conoscere questo Palummella".
Archiviato il successo del film "Io sono Mia", in onda martedì scorso su Rai 1, è ancora viva la commozione per la storia intensa di Mia Martini che era molto legata alla città di Napoli. Era una tifosa degli azzurri tanto che ai suoi funerali una bandiera del Napoli avvolgeva il feretro. Di questo e di tanto altro ha parlato Gennaro Montouri (storico capo ultrà del Napoli) ai microfoni di Calcio Napoli 24. Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Ci mise in contatto Bruno Bruni a cui lei disse senza indugio: "Voglio conoscere questo Palummella". Successivamente venne a Napoli dove ci incontrammo con tutto il direttivo ultrà dell'epoca. Sarebbe rimasta tutta la vita nella nostra città. Amava noi napoletani, si sentiva a casa sua".
La sua passione per il Napoli era tanta: era una presenza quasi fissa con te in Curva B
"Quando poteva, era sempre al nostro fianco. Insieme a noi vide un Napoli-Inter. Ricordo anche una trasferta con lei a Bari dove vincemmo con gol di Andrè Cruz. Veniva non per farsi pubblicità o notorietà; odiava tutto questo. Lo faceva perchè aveva ormai un legame forte anche con la città. Una volta l'andammo a prendere in vespa: ci fece una sorpresa inaspettata. Negli anni la nostra amicizia si rafforzò tanto che ospite fissa alla mia trasmissione nelle festività di fine anno".
L'aneddoto più bello che ricordi?
"Ne ho due. Il primo è legato al Napoli. Erano anni non felici per il club che rischiava di scomparire. Lanciammo all'epoca l'iniziativa "Napoli per il Napoli". Mimì mi scrisse che avrebbe versato dieci milioni di lire, i primi soldi del suo tour, per aiutare il club. L'altro episodio è legato al battesimo di mio figlio Diego: si presentò come ospite insieme a Gragnaniello e Murolo. In più fece anche un regalo al piccolo".
L'ultima volta che l'hai vista?
"Fu la domenica prima della sua morte. Venne a casa mia a pranzo. Quando poi l'accompagnammo in albergo, era come se non ci volesse lasciare..."
La sua scomparsa colpì tutti di sorpresa...
"C’era Brescia-Napoli, questa notizia ci gelò. Non riuscimmo nemmeno ad esultare per la vittoria della squadra. Il giorno del funerale eravamo tutti lì, sulla bara mettemmo una bandiera del Napoli. La sua morte ha lasciato un vuoto in me e la mia famiglia: era come una sorella. Al San Paolo la ricordammo con degli striscioni. Ne ricordo due: “Gli uomini non cambiano, ma davanti alla tua morte riflettono” ed un altro “Almeno tu nell’Universo”"
Quella volta che a Salerno disse "Forza Napoli" sul palco
"Tra le due tifoserie non c'è molta simpatia. Mi volle invitare ad un suo spettacolo a Salerno. Non ero ben visto perchè ero il capo ultrà del Napoli, una sorta di 'nemico'. Allora Mimì ad un certo punto disse che mi dedicava una canzone e chiuse con un bel "Forza Napoli" sul palco. Fu divertente perché dovetti quasi nascondermi per i motivi che ho ricordato prima. Al di là di questa cosa divertente, lei era semplice e molto umile. Forse pure troppo".







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