Montervino assolve il Napoli: "Venezia super, Di Francesco fa miracoli", poi difende Lukaku
Il Napoli affronterà il Milan dopo aver perso punti contro un Venezia che, secondo Montervino, non può essere definito una piccola: "Gioca da big".

Francesco Montervino, ex centrocampista del Napoli, ha parlato di calcio giocato ai microfoni di 1 Station Radio, nel corso del suo intervento di quest'oggi durante la trasmissione '1 Football Club', formato ideato e condotto dal giornalista Luca Cerchione.
"Lo Scudetto si decide contro le squadre piccole piuttosto che nelle sfide contro le big? Non c'è dubbio. Il Napoli, nelle ultime settimane, ha perso punti pesanti contro le squadre cosiddette piccole, ma bisogna anche sottolineare che Venezia e Como esprimono un calcio di grande qualità. Non le definirei in modo riduttivo 'piccole', perché hanno una loro identità. Il Venezia, in particolare, è allenato da un tecnico, Eusebio Di Francesco, che reputo straordinario, anche se molto sfortunato, perché ogni anno si ritrova a lottare per la salvezza con squadre mediocri. L'anno scorso ha quasi fatto un miracolo col Frosinone, e quest'anno sta provando a ripetersi col Venezia. Sono squadre di bassa classifica, ma giocano un buon calcio. Alla fine, i punti pesanti saranno da vedersi più avanti".
"Se Neres fosse recuperato al 100%, meglio confermare il 3-5-2 o tornare al 4-3-3? Per me rimane il 3-5-2, con la possibilità di avere in panchina Neres in grado di risolvere la partita. Diventa fondamentale aver recuperato un giocatore come il brasiliano, perché può rappresentare un'alternativa nel caso in cui la partita contro il Milan non dovesse sbloccarsi. Quindi, inizialmente 3-5-2, con Raspadori e Lukaku in attacco, visto che hanno fatto bene anche con le rispettive nazionali".
"Questo dimostra - evidenzia Montervino - come a volte siamo troppo frettolosi nel criticare certi giocatori. Lukaku, ad esempio, continua ad essere un attaccante importante. I suoi numeri parlano per lui. È vero che il livello del gioco espresso non è straordinario, ma questo dipende anche dall'assetto tattico della squadra. Se la squadra fatica a creare occasioni, è naturale che anche gli attaccanti ne risentano".








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