Mogol: "Sanremo? Meglio il Festival di Napoli. Battisti mal consigliato: gli chiesi..."
Mogol, celebre paroliere, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Il Mattino parlando anche di Napoli.

Il celebre paroliere Mogol, ricordato soprattutto per la sua collaborazione con Lucio Battisti, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino: "Napoli ha una grande tradizione musicale, non mi stupisce la sua ritrovata centralità. La sua canzone ha sempre indicato la strada: quando scrivevo con Battisti, sulle sue melodie che mi sembravano di derivazione prevalentemente napoletana, per testarne l’efficacia, cantavamo in un dialetto inventato".
Ancora serate, da dieci anni ormai. Non si è stancato? "No. Non è scontato che la gente canti tutte le canzoni a memoria. Qual è la più cantata? È difficile dirlo, i brani con Lucio sono considerati tutti dei classici. A naso, direi “Un’avventura”. Gianmarco Carroccia? È stato lui a scegliere me: si era iscritto al Cet, la mia scuola, ma non lo ricordavo. Anni dopo mi invitarono a uno spettacolo su Battisti a Sperlonga. Lì lo vidi: stessa voce, somiglianza incredibile. Ed eccoci qua".
Canta anche lei. Ma non era stonato? "Non più. Si può diventare intonati: basta allenarsi con un cantante e un disco guida, esercitare l’orecchio".
«Motocicletta 10 HP/è tua se dici sì», fece arrabbiare le femministe. Un po’ come successo oggi a Tony Effe. "Si infuriarono stupidamente, come se fossi io il personaggio della storia. Allora dovevano arrestare Shakespeare per Amleto? Era un periodo di follia: ci accusarono persino di essere fascisti perché non facevamo canzoni impegnate a sinistra. Però hanno fatto bene a escludere il rapper dal Capodanno romano: certi testi andrebbero sanzionati".
E non sarebbe censura? Comunque, nel 1980, dopo 150 canzoni, il sodalizio con Lucio finì. Litigaste per soldi? "Chiesi solo una divisione più equa delle edizioni. Non so se fu lui a decidere o se fosse mal consigliato".
Celentano non risponde più neanche a lei come a Teocoli? "No, ma io non gliene faccio una colpa".
Seguirà il prossimo Sanremo? "Non mi interessa. Preferirei vedere rilanciato il Festival di Napoli: la nostra tradizione musicale merita più rispetto".
Partecipò anche lei, nel 1964. "Ammore, ammore, ammore mio / stasera t’aggia dì ‘na cosa triste”. Arrivammo secondi con Ornella Vanoni e Nunzio Gallo. Mi feci aiutare per la pronuncia".
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