Moggi: "La Uefa ne ha combinate di tutti i colori! Atalanta-Valencia, ma come si fa?"

Luciano Moggi, ex dirigente sportivo di Napoli e Juventus, ha parlato nel corso di una intervista rilasciata a calciomercato.com.
Luciano Moggi, ex dirigente di Napoli e Juventus, ha parlato ai microfoni di Calciomercato.com, della situazione che sta vivendo il calcio italiano in questa pericolosa emergenza Coronavirus: "Guardi, io non faccio né il medico né il virologo, a differenza di altri. Bisogna stare tranquilli e saper attendere, per poi salvare il calcio. Quando il virus sarà un brutto ricordo, si potrà ricominciare senza problemi. Al momento è ancora difficile fare previsioni". Ha evidenziato il noto dirigente che ha scritto la storia del calcio italiano.
Lei è dell'idea che la stagione vada portata a termine?
"Il campionato e la stagione vanno finiti, virus permettendo. Al momento il pallone è l'ultimo dei problemi, ma va detto che terminare le partite in programma è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i diritti tv, che sono il vero motore delle squadre di calcio".
In che senso?
"Se le partite non venissero disputate, non soltanto i club perderebbero un sacco di soldi, ma anche Sky e Dazn, che hanno comprato i diritti. Bisogna essere ottimisti e possibilisti che, una volta sconfitta questa ondata di virus, si possa tornare in campo per concludere l'annata".
Lei ha parlato molto degli errori commessi dal Presidente della Uefa Ceferin e del fatto che sia in Europa che in Italia manchi una figura forte in grado di prendere decisioni importanti e scomode.
"Alla Uefa ne hanno combinate di tutti i colori. Hanno fatto disputare alcune partite a porte aperte quando altre contemporaneamente giocavano a porte chiuse, come si fa? In Europa League a Glasgow, con il virus già in diffusione, c'erano 45mila persone allo stadio. Ci sono state parecchie cose fuori posto, come ad esempio Atalanta-Valencia. Prevenire è meglio che curare, da sempre: le decisioni vanno prese. In Europa non c'è gente di polso, non hanno la mano ferma per decidere. Ci vuole coraggio, ma va fatto. Io, da dirigente, mi sono sempre assunto le responsabilità delle scelte fatte".
Per quanto riguarda invece l'ormai infinita questione legata al taglio degli stipendi dei calciatori, con la proposta di riduzione da parte della Lega Serie A, lei come la vede?
"Questo è un discorso che ognuno fa a casa propria, come crede: la proposta della Lega vale fino a un certo punto. Le società hanno rapporti importanti con i loro giocatori, un dipendente deve rispondere a quello che decide il proprio datore di lavoro. Da questo punto di vista la Juve è stata un esempio: ognuno decide a casa propria, l'AIC da questo punto di vista non ha voce in capitolo".







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