Moggi: "Juventus, la situazione è tragica: i giocatori litigano tra loro"

Luciano Moggi ha parlato del momento che sta vivendo la squadra di Massimiliano Allegri eliminata finanche ai gironi di Champions League.
Luciano Moggi, ex direttore generale di Napoli e Juventus, è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera per parlare del momento che vive la squadra di Allegri: "Eliminazione Champions? In ogni partita se ne giocano tante: sul 4-1 il Benfica era sicuro di vincere e nel calcio non puoi esserlo mai, si sono impauriti e hanno rischiato anche di subire il pareggio, ma va detto che prima avrebbero potuto vincerla anche 7-1. La verità è che i giocatori di questa Juventus non hanno alcun attaccamento alla maglia, e ciò è dimostrato dal fatto che in campo sono distratti, litigano tra di loro e questo da un'immagine bruttissima. É una situazione tragica, di una squadra che sembra allo sbando. Quest'estate la Juve voleva tentare di vincere il campionato e andare avanti in coppa. É uscita al primo turno in Europa e rischia di non fare nulla in campionato. Al di là dei ragazzini che nel finale hanno fatto anche bene, quello che voglio vedere in campo è un maggior attaccamento alla maglia, francamente non è ammissibile vedere quello che si è visto ieri”.
Sull'inchiesta Prisma che coinvolge i bianconeri: “Non conosco i fatti e non posso giudicare, ma dico che quando si vede in giro il prezzo di un giocatore, quelle sono sensazioni dei giornalisti, il prezzo dipende dalla bravura di chi vende e di chi compra, se io vendo a 10 un giocatore che Transfermarkt valuta 5 devono solo dirmi bravo. Sull'inchiesta non posso dire nulla semplicemente perché non so nulla. Di certo si può dire che la #Juventus è diventato un giochetto per tutti, servirebbe una società un po' più forte”.
Sul botta e risposta con Cassano: "La storia di Cassano mi ha divertito, siccome ha parlato male di Ronaldo, un giocatore che nell'ultimo anno in Italia ha segnato 20 gol come nei tre anni precedenti, gli ho solo detto che forse non conosce la favola della 'Volpe e l'uva', che insegna che non bisogna disprezzare quello che fanno gli altri se non sei riuscito a farlo tu in prima persona”.








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