Modà, Kekko: "Ho perso un amico. Napoli, che colpo Osimhen. Juve? Mi metto il pannolino"

Kekko, noto cantante dei Modà, ha rilasciato una intervista ai microfoni della trasmissione "I Tirapietre" su Radio Amore Campania.
Kekko Silvestre, noto cantante del gruppo Modà, tifoso del Napoli, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma condotto da Luca Cirillo e Donato Martucci, sulle frequenze di Radio Amore Campania: "Positivi dopo Napoli-Genoa? Non si capisce come sia possibile. Anche Ibrahimovic, ad esempio, ha giocato, si è allenato ed è risultato positivo mentre tutta la squadra negativa. La cosa strana, a questo punto, sono gli otto positivi dopo Perin e dopo la partita del San Paolo. I protocolli sono rigidi e vanno rispettati. Credo nella buona fede della squadra ligure in questo caso. Nuovo progetto discografico? E' appena uscito un nuovo singolo, non c'è ancora niente di sicuro sul progetto. Abbiamo rimandato il tour all'anno prossimo, non verremo a Napoli, ma siamo vicini, ovvero ad Eboli. La Campania la faremo comunque".
Inoltre, Kekko, aggiunge: "Duetti, con chi mi sono trovato meglio? Ho perso un amico, Paul Dones, il cantante di Jarabe de Palo. Andai a fare una vacanza con la mia compagna in Spagna. Sentivo una canzone che mi piaceva tantissimo e tornai in Italia parlando di lui. Mi dissero fosse già famoso, ma il punto è che ascolto pochissimo la radio. Comprai i dischi di Pau, finché nel 2011, con quel famoso Sanremo, arrivai addirittura agli stadi e ci fu un momento che feci il disco di diamante, vennero estratti sette singoli e il nostro discografico voleva fare l'ottavo singolo. Scelsi Paul Dones, era il mio idolo, mai avrei pensato accettasse. Arrivò a Milano, duettammo, fu una grande emozione. Quando si ammalò andavo sempre a trovarlo".
Infine Kekko ha aggiunto: "Sono nato e cresciuto a Milano, ma sono napoletano, i miei nonni sono di Sant'Antimo. Mio papà, che si chiama Antimo, aveva undici fratelli e portò un figlio alla volta a Milano: mio nonno li portava a dormire anche nei dormitori. Mio padre conobbe mamma e lavorava al Politecnico: i soci al Cral diedero la possibilità di comprare casa in Periferia e la mia infanzia è stata bella, di paese. Non mi è mai mancato nulla, ma non nella ricchezza. Napoli? Bisogna sfoltire la rosa, mi piace tantissimo, ma deve restare Koulibaly. Gattuso ha riportato un equilibrio mentale e tattico che è fondamentale. Osimhen è un acquisto che ci voleva, non gioca spalle alle porta, ma in profondità, non ha fatto gol, ma a Parma ha cambiato la partita e contro il Genoa abbiamo fatto sei gol. Juventus-Napoli? Faccio fatica, è la partita che sento di più, comincio il mercoledì a mettermi il pannolino, potremmo capire contro di loro che Napoli è quest'anno. Hanno campioni eccezionali in squadra, possono vincere le partite da soli, non montiamoci la testa".








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