Modugno: "Napoli, responsabilità divise in tre parti. Firmerei per non andare in Europa se..."
Il giornalista SKY ha analizzato la difficile situazione del Napoli per quanto riguarda il presente e anche il futuro del club.

Francesco Modugno, giornalista SKY, è intervenuto nel corso del programma “Il Bello del Calcio”, in onda su Televomero. "Questa squadra si porta dietro un’identità che probabilmente è stato il grande male di questa stagione, si tratta di un’idea di calcio da cui la squadra fa fatica a discostarsi e anche a Castel Volturno ne sono consapevoli. Quello che oggi ha sorpreso sono state la fragilità dimostrata, la mancanza di equilibrio e l’incapacità di difendere come squadra. Questa è una squadra svuotata emotivamente, ha perso entusiasmo e la voglia di credere in sé stessa. Ha cominciato per riproporsi tra le prime posizioni e poi anche obiettivi come la Champions hanno iniziato a sfumare, ora anche quando l’approccio alla partita è fatto con la mentalità giusta si fa fatica a riproporlo in campo".
Il giornalista ha poi aggiunto: "Di chi sono le responsabilità di questo disastro? Condivise tra tutte le parti: 33% la società, 33% gli allenatori e 34% da dare ai calciatori, visto che nonostante tre cambi in panchina la squadra è molto distante dalle prime posizioni dopo un campionato vinto. Oggi la contestazione giunta dagli spalti mi è sembrata abbastanza chiara. Io faccio molta fatica a dare delle colpe a Calzona per la situazione attuale".
"Eventuale Conference League? Io firmerei adesso per non andare in Europa, ma per avere un presidente che per avere tre anni tecnicamente duri, di costruzione e di crescita dirottasse tutti i suoi sforzi su stadio e centro sportivo".
"Il futuro? Se sono il presidente, faccio la rivoluzione. Con questo intendo una discontinuità assoluta con tutto ciò che è successo prima: potrei decidere di far restare Calzona e ribaltare completamente la squadra, non assumere nuove figure in dirigenza ma dare più margini operativi a chi già lavora per il Napoli".
"Nuovo allenatore? Conte è il top della panchina ma è quasi inavvicinabile. Chi scelgo tra Pioli e Calzona? La storia del milanista è certamente differente. Italiano? Sarebbe espressione di continuità tecnica e progettuale, ma bisogna capire che Napoli vuole costruire la proprietà”.
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