Mkhitaryan commuove: "Persi mio padre a 7 anni". E sulla somiglianza con Pippo Franco...
"Cosa vorrei che dicessero di me i miei due figli da adulti? Che ho insegnato loro a essere brave persone", ha spiegato il centrocampista nerazzurro.

Henrikh Mkhitaryan, centrocampista dell'Inter, si racconta in un'intervista a La Repubblica. Il campione, 36 anni, ha confermato di avere una marcata personalità: "Dico quello che penso, senza cercare di piacere a qualcuno, che siano i compagni, i tifosi, chiunque".
Ed ha aggiunto: "Quando a parlare sono gli altri, ascolto. Se apro bocca, e non lo faccio spesso, è per il bene della squadra. L'importante è non nascondersi, essere chiari, diretti. Solo così ci si aiuta a vicenda. I giovani Pio Esposito e Carboni? Sanno come funziona il calcio: oggi fai goal, ma domani si riparte da zero. Devi dimostrare di essere pronto, all'allenatore e ai compagni. Noi, più esperti, cerchiamo di indicare loro come migliorare. Poi dipende da te se vuoi crescere o no".
Poi ha commosso: "Cosa vorrei che dicessero di me i miei due figli da adulti? Che ho insegnato loro a essere brave persone, a rimanere umani. E che l'ho fatto con l'esempio, conta più delle parole. Se potessi tornare indietro nel tempo, cosa farei in modo diverso? Tornerei a quando ero piccolo, per passare più tempo con mio papà. È morto quando avevo sette anni. Anche lui giocava a calcio, mi piace pensare che da lassù mi abbia visto crescere e sia fiero di me. Pippo Franco? Dicono che mi somigli, ma non è vero. Non capisco, siamo completamente diversi".








Napoli-Lazio: 0-2, disastro azzurro! I commenti del post-partita
"1 agosto 1926", coro e testo. Auguri Napoli, sono 99
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
