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Milite: "Quando Galliani esultò per il sorteggio Champions. La verità sul Napoli e le altre"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Milite: Quando Galliani esultò per il sorteggio Champions. La verità sul Napoli e le altre

"La Juve non sa dove giocherà l'anno prossimo e che sanzioni e penalità riceverà, per non parlare dei debiti delle altre italiane". L'analisi del giornalista.


Germano Milite, giornalista e direttore di Young.it ha pubblicato un post dal titolo "Quando Galliani esultò per il sorteggio Champions e la situazione attuale e futura della Serie A". Ecco quanto si legge: "Era il 7 Aprile del 2004 e il Milan veniva umiliato e sbattuto fuori dai quarti di finale, con un incredibile 4-0 in rimonta sul 4-1 dell'andata, dal Deportivo La Coruna. Il dettaglio interessante è che, come poi ha ammesso qualche anno fa, Andriano Galliani, all'epoca Amministratore Delegato dei rossoneri, esultò (insieme a tantissimi milanisti) per aver preso un sorteggio sulla carta così facile. Eppure, quell'anno, il Deportivo aveva già sbattuto fuori la Juventus agli ottavi, con un 2-0 netto nei 180 minuti e, tolti il Real Madrid ed il Chelsea, sempre sulla carta, non c'erano grandi corazzate invincibili arrivate ai quarti". 


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Poi ha aggiunto: "Peraltro Galliani era uomo di calcio da decenni, dirigente di un top club all'epoca. Come gli venne in mente di esultare prima di disputare un doppio match dove la fortuna, gli infortuni, le squalifiche ed altri episodi possono decidere molto se non tutto? E come fece, il Milan, a farsi ribaltare un 4-1 che sembrava una sentenza definitiva? Peraltro dal Deportivo? Misteri del calcio, che lo rendono così affascinante, imprevedibile e quindi seguito. In altri casi, bisogna ammetterlo, da ufficio inchieste. E chi poteva prevedere 5 Italiane nelle fasi finali delle competizioni europee, eccetto proprio quella che domina il campionato da gennaio, che comunque ha raggiunto i quarti essendo data tra il quinto ed il sesto posto in A ad agosto?"


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"Ora, però - ha proseguito Milite - vedo un po' troppo giubilo per la Serie A, che di sicuro non è quella fetenzia raccontata ovunque (per me siamo sotto solo alla Premier), ma neppure rinata all'improvviso e tornata ai fasti degli anni 80 e 90. Anzi, le nubi grigie sulle squadre andate avanti in Europa non sono poche. La Juve non sa dove giocherà l'anno prossimo e che sanzioni e penalità riceverà. L'Inter ha la proprietà devastata dai debiti ed già reduce da una sessione estiva praticamente senza mercato ed uno scudetto vinto non pagando gli stipendi per mesi. Il Milan ha speso tutto quello che poteva per CDK e non sa se/come rinnovare Leao, di cui è dipendente, che ha le sue belle pretese ed i suoi corteggiamenti all'estero. La Roma ha anch'essa un monte ingaggi insostenibile ed una situazione debitoria delicata, non sapendo se Dybala rimarrà dopo la buona stagione disputata. Se nessuna di queste dovesse vincere alcun titolo europeo e, nel caso soprattutto di Milan ed Inter (in attesa di capire cosa si deciderà sulla Juventus), neppure qualificarsi alla prossima Champions, rischiamo il paradosso di vedere le squadre che oggi sono andate in semifinale molto in difficoltà l'anno prossimo, insieme quindi a tutta la A".

Infine ha concluso: "Il Napoli, dopo lo storico traguardo con beffa ai quarti di Champions ed uno scudetto stravinto, è quella messa oggettivamente meglio: zero debiti, circa 80 milioni già incassati dall'attuale percorso in Europa e 60 certi in aggiunta per l'anno prossimo + il premio scudetto (circa 30 milioni). In tutto fanno ben 170 milioni di ricavi in più a bilancio, potendo contare sul prossimo sorteggio Champions come testa di serie e quindi su maggiori possibilità di rifare almeno gli ottavi anche nel 2024. Diverse pedine importanti già con rinnovo firmato, nessuna necessità di vendere e, nel caso, la possibilità di farlo avendo a disposizione circa 300 milioni in più per muoversi poi sul mercato, alla maniera di Giuntoli & Co, ovvero spendendo poco e valorizzando molto. Quindi, chi rosicando male ci ricorda che uno scudetto dovremmo rivederlo "tra altri 30 anni", dovrebbe spiegarci su quali basi lo dice. Il perché lo sappiamo già".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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