Milite: "Caso Mertens e Juventus, è incredibile quanto sta accadendo in Italia. Lo scandalo esplode..."

L'analisi di Milite: "I napoletani devono fare mea culpa manco avessero stuprato in massa una minorenne, isteria tafazziana anche tra "i tifosi obiettivi".
Germano Mililte, giornalista e direttore di Young.it, non ci sta e nel suo editoriale sul primo turno del campionato di Serie A, analizza le vergognose modalità di racconto del caso Mertens in relazione a quanto accaduto lo scorso anno quando la Juventus ha letteralmente scippato uno scudetto al Napoli grazie ai favori arbitrali. Ecco quanto scrive Milite: "Comunque è incredibile quanto, l'Italia del calcio, racconti in maniera drammaticamente efficace l'Italia in generale, nel suo perverso e patologico funzionamento doppiopesistico, che valuta non cosa viene fatto, ma chi lo fa. E in base a quello condanna o assolve, decidendo quali canali attivare e quali auto-censurare. Stagione 2017-2018: la Juve, in lotta punto su punto con il bellissimo Napoli di Sarri, strappa platealmente tre vittorie con aiuti clamorosi (Cagliari, Lazio e Inter) ed uno scudetto, che gli azzurri perdono nonostante i 91 punti, perché "potevate vincere a Firenze invece di perdere il albergo" (i lobotomizzati che dicono questo, non hanno mai capito il senso vero di quella frase).
Lo scandalo esplode esclusivamente sui social, con i soliti interisti e napoletani che sbraitano solo perché "perdenti" e "in cerca di alibi" contro "i più forti d'Italia". Su Sky sono imbarazzati, non sanno cosa dire; si cerca di abbozzare qualche analisi in moviola, ma poi alla fine la farsa finisce e si conviene tutti che "comunque la Juve è troppo superiore, avrebbe vinto lo stesso e gli errori degli arbitri possono capitare". Su Mediaset invece di solito invitano il classico giornalista napoletano che si scalda, fa sentire forte l'inflessione dialettale, gesticola e...viene zittito dal consueto, serafico e sobrio ospite bianconero che chiosa: "Comunque avremmo vinto perché siamo i più forti e poi gli errori degli arbitri posso capitare". Gazzetta forse si ricorda di scrivere un articoletto che solleva qualche dubbio e viene firmato da egregio sconosciuto, poi rifilato nel footer.
Accuse furiose dei tifosi bianconeri, sempre ben abituati a ricevere critiche:"Il solito giornale antijuventino che vede complotti ovunque. Comunque avremmo vinto perché siamo i più forti e poi gli errori degli arbitri posso capitare". Silenzio totale dei designatori, degli ex arbitri, degli opinionisti più in voga. Passano 24 ore e l'episodio, almeno sui canali mainstream, è roba già passata. Del resto "sono i più forti, avrebbero vinto comunque e gli errori degli arbitri possono capitare". Poi Massa e Valeri fanno due cazzate immani nel primo match del campionato, ininfluente comunque per ovvie ragioni e scatta tutta la macchina mediatica a mitraglia, senza sosta e a reti unificate: Mertens da radiare, arbitri che quest'anno vogliono aiutare il Napoli (Tacconi), che ha già rubato lo scudetto. Pianti di ogni tipo, accuse, richieste di punizioni esemplari e credibilità del calcio mondiale che improvvisamente crolla di schianto.
Napoletani che devono fare mea culpa manco avessero stuprato in massa una minorenne, isteria tafazziana anche tra "i tifosi obiettivi" che "noi non siamo come loro, ammettiamo subito l'errore". E infatti sì: noi non siamo come loro e si vede. Il messaggio è chiaro: chi favorisce il Napoli subisce una gogna mediatica multipartisan senza eguali. E la subisce dai canali ufficiali del calcio, non sui social o su qualche blog satirico/giornale di parte. Scendono in campo tutti i colossi e gli organi ufficiali, da Sky a Mediaset e addirittura si scomodano i designatori con tanto di prese di posizione pubblica e ferma condanna. Non basta dire: "Mi fa schifo vincere così" e/o "Mertens non deve farei mai più certe cose". No no: bisogna autofustigarsi fino a morire. Eh già, lo storytelling per menomati mentali fa presa su tanti, perché in tanti sono appunto privi di apparato neuronale funzionante. Ma a noi normali, vi prego, risparmiateci 'ste manfrine patetiche e ipocrite. Che leccare il deretano dei potenti sarà sempre lo sport nazionale principale. Altro che calcio. "Leccalcio".







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