Milik non ci sta: "Punizioni? Non mi parlate di Lewandowski, è la mia polka. Sembra danza, ma..."

Le parole del polacco: "La cosa più importante di una punizione è la rincorsa. Se non faccio bene quella, non riesco a battere bene. Con la Lazio la più bella".
Ai microfoni di Dazn l'attaccante del Napoli Arek Milik ha raccontato anche il suo personale modo di calciare le punizioni: "Mi sono allenato tanto. Stile? Ognuno ha la sua maniera, da Ronaldo a David Luiz, Drogba ecc. ecc. Ho visto tanti video di tiratori di potenza, magari qualcosa ho preso. Ancelotti ci concede sempre un giorno per provarle, ha visto che in allenamento facevo bene e mi ha dato fiducia".
Poi l'attaccante polacco ha raccontato: "Contro il Parma il mister ha detto a Koulibaly di dirmi di batterla sotto la barriera, ci ho pensato, poteva funzionare e infatti è andata bene. La cosa più importante è la rincorsa. Se non faccio bene quella, non batto bene la punizione. So che sembra un passo di danza, ma non dite che somiglia a quella di Lewandowski perché sono stato il primo. La chiamerei la Polka di Milik, è un nome che mi piace. Quella contro la Lazio la punizione più bella".







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