Messi: "Lacrime per mio padre? I miei figli sono grandi per capire. Il mio corpo dirà stop"

Lionel Messi sempre più nella storia del calcio e del Mondiale a suon di gol e giocate. L'asso argentino ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera.
Lionel Messi sta vivendo un momento bello sul piano calcistico, ma non facile per i problemi di salute del padre. Ai microfoni del Corriere della Sera l'asso argentino e capitano della sua nazionale, ha fatto il punto sulle emozioni che sta vivendo con la squadra e, privatamente, con la famiglia.
Messi: "Lacrime per mio padre? I miei figli sono grandi per capire"
Messi spiega le lacrime per il padre: "Ho un grande gruppo di compagni attorno a me, li ringrazio. Sono speciali. Sono felice, ora i miei tre figli sono abbastanza grandi per capire quello che succede. È una grande soddisfazione per me. I bambini, mia moglie Antonella, mio padre: senza di loro non sarei arrivato fin qui. Non ho mai smesso di competere per vincere, ma un giorno il corpo dirà stop”.
"Vogliamo dare altre gioie al popolo argentino"
Sullo stato di forma dell'Argentina, Messi ha spiegato: "Insieme ci divertiamo, è questo il nostro segreto. Ci piace stare insieme, giocare insieme, vincere insieme. Lo facciamo anche per la nostra gente. Chi sta in Argentina vive e soffre per la squadra. So che hanno visto la partita nelle scuole, al lavoro. E anche chi arriva fin qui in America spendendo magari anche i soldi che non ha, facendo sacrifici. Noi sentiamo il dovere di provare a regalare loro ancora una volta una gioia. La festa di quattro anni fa è stata indimenticabile. E allora ci siamo detti: rifacciamolo".
"Questa squadra non deve dimostrare nulla, pensiamo a noi stessi"
Sulla considerazione che ha l'Argentina per media e addetti ai lavori: "Questa squadra non deve dimostrare più nulla. Ha già dimostrato in tanti anni di non mollare mai. Ma noi vogliamo battere tutti di nuovo. Siamo qui per questo. Altre squadre? Pensiamo solo a noi stessi. Sappiamo che è difficile, più della volta scorsa. Ma giochiamo partita per partita, divertendoci in allenamento. Amichevoli o partite ufficiali, per noi non cambia. Siamo una famiglia. Qui ognuno dà una mano all’altro".






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