Mertens, Wille svela: "I panini col pollo e le notti passate sul pavimento, dormiva con altri 4". Garritse: "Era minuscolo"

Curiose dichiarazioni di alcuni ex compagni di squadra di Dries Mertens, raccontato da chi lo ha conosciuto ed è cresciuto con lui.
Dries Mertens raccontato da chi lo conosce da vicino e con lui ha condiviso emozionanti momenti della propria carriera. Prima di fare il "grande salto" nel calcio che conta e giocare in Eredivisie, l'attaccante del Napoli, all'epoca diciannovenne, militò in una squadra della seconda divisione olandese, l'AGOVV Apeldoorn, fino all'età di 21 anni. Due dei suoi compagni di quel periodo hanno descritto il giovane Mertens dentro e fuori dal campo. Il primo a parlarne è stato Julius Wille, ex attaccante, ai microfoni di spox.com: "Abitavamo negli appartamenti ad Asselsestraat, nel centro di Apeldoorn. Dries preparava sempre panini col pollo e patatine fritte. Io, però, mi rifiutavo di assaggiarli: per me doveva cucinare qualcosa di diverso".
I panini di 'Ciro' erano l'accompagnamento culinario delle lunghe serate di quel gruppo di ragazzi, trasferitisi nella città di Apeldoorn per inseguire il sogno di diventare calciatori affermati: tutti giovani, dai 18 ai 20 anni. Chi veniva da fuori, da molto lontano, proprio come Mertens, divideva l'alloggio con gli altri: nel caso di Dries, con quattro suoi connazionali. Tra loro anche Nacer Chadli, oggi suo compagno di Nazionale ed esterno offensivo dell'Anderlecht. "Questi appartamenti condivisi erano per noi una seconda casa. Tutti ci sentivamo i benvenuti", continua Wille, che era solito far visita al bomber del Napoli: "Insieme giocavamo a carte o alla PlayStation, ascoltavamo musica o semplicemente parlavamo. Quando si faceva tardi, molti di noi trascorrevano la notte sui materassi direttamente sul pavimento...".
Prima ancora di approdare all'AGOVV, Mertens aveva giocato in prestito in Belgio, all'Eendracht Aalst. Un altro suo ex compagno all'AGOVV, Koen Garritse, lo ricorda bene anche da avversario: "All'Eendracht era incredibilmente piccolo, ma allo stesso tempo era il giocatore più veloce che io avessi mai visto. Il suo primo tocco di palla era sorprendente. Quando lo vedevi giocare, avevi sempre la sensazione che sapesse esattamente cosa volesse fare col pallone prima ancora di riuscirci. Ciò che mi ha sempre colpito di più di lui, però, erano i suoi cambi di direzione".








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